RATZMATAZ – Global Revolution

Informazioni
Gruppo: Ratzmataz
Titolo: Global Revolution
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Logic(il)logic
Contatti: facebook.com/pages/Ratzmataz/122720211109346
Autore: Mourning

Tracklist
1. Global Revolution
2. It’s Alright
3. Take Me Home
4. Go To Gay Pride
5. Burn
6. Angel
7. Her Love Is Stronger Than My Pain
8. Nobody Needs Somebody
9. Before Sweet [live studio session]
10. Sweet Lady
11. Too Late
12. Priscilla

DURATA: 43:13

La crescente “internettizzazione” del pensiero musicale ha trovato il modo di colpevolizzare sempre e comunque chi produce musica limitandosi a godere del passato, ve ne siete accorti? Non si può più avere fra le mani un disco che si lasci deliberatamente andare a ripercorrere orme già segnate che subito ecco una marea di detrattori pronti a massacrarlo, ma una volta non contava di più se la musica fosse buona o inascoltabile?
Perché questa premessa? Perché il trio veronese dei Ratzmataz è innegabilmente influenzato da gente come Led Zeppelin, Guns’N’Roses, Free, Ac/Dc e non lo nasconde di sicuro, il sound è ampiamente derivativo ma non per questo disprezzabile.
Loris Marchio (voce e chitarra), Martino Pighi (batteria) e Alberto Bianchi (basso) presentano un disco, “Global Revolution”, che è un vero e proprio omaggio al “rock” che conta, è divertente, scatenato, non privo di qualche ingenuità compositiva ma efficace e ascoltabilissimo.
Quello che è importante per la formazione è veicolare emozioni, far rivivere quello spirito che essenzialmente non è mai morto, anzi continua a proliferare grazie ai suoi devoti “follower”. In questo i Ratzmataz riescono alla grande soprattutto in occasione di brani più intensi come “Angel”, “Her Love Is Stronger Than My Pain” e dell’ironica “Go To Gay Pride”, rivelando anche una discreta muscolarità in quella “Sweet Lady” che si candida a essere la hit del platter e non facendoci mancare quel pezzo in stile ballad che volente o nolente t’aspetti con l’ultima “Priscilla”.
L’album esplode ricco di energia ma mostra spesso il fianco a banalità che si possono ancora perdonare, si parla pur sempre di un debutto, è chiaro che la band in futuro non potrà costantemente basarsi su di un percorso che di fondo non le appartiene e vivere quindi sulle spalle di una storia già scritta e sviscerata in tutti i suoi aspetti, la svolta nel songwriting è necessaria ed è evidente che non parlo d’innovazione quanto più del tentativo d’imporre un minimo di proprio carattere alle canzoni.
Le possibilità e le doti per crearsi uno spazio all’interno del panorama nostrano (e non) non mancano loro di certo, la fruibilità dei brani potrebbe garantire anche una discreta riuscita radiofonica, non c’è quindi che da attendere e capire quali saranno le prossime mosse messe in atto dai veronesi.
Se negli ultimi anni ha riscosso un successo esagerato una band come quella degli australiani Airbourne, gente che è al limite “con la tribute band”, non vedo proprio perché i Ratzmataz non possano dire la loro, ah cazzo, c’è un fattore che potrebbe frenarli, dimenticavo che sono nostri connazionali e si sa, noi siamo sin troppo esterofili.

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