Räum - Cursed By The Crown | Aristocrazia Webzine

RÄUM – Cursed By The Crown

Gruppo: Räum
Titolo: Cursed By The Crown
Anno: 2023
Provenienza: Belgio
Etichetta: Les Acteurs De L’Ombre Productions
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TRACKLIST

  1. Andromeda
  2. Cursed By The Crown
  3. Fallen Empire
  4. Beyond The Black Shades Of The Sun
DURATA: 36:50

Con un ritardo abissale, degno del più famigerato treno pendolari di Trenord, arrivo finalmente a parlare di Cursed By The Crown, il primo vagito dei belgi Räum. Rilasciato nel marzo di quest’anno da Les Acteurs De L’Ombre, il disco si compone di quattro brani che vanno a sforare abbondantemente la soglia dei trenta minuti di male musicato.

La proposta del quartetto di Liegi, nato nel 2020, si articola in un black metal che unisce melodia e un piglio spiccatamente atmosferico a sferzate di pura malignità nera come la pece. Il risultato è un mix in grado di conferire a ciascun episodio una propria identità, rendendolo riconoscibile nonostante una struttura di base piuttosto simile.

“Andromeda”, traccia scelta anche come singolo, apre le danze e mostra quella che è la cifra stilistica dei Räum. Il pezzo è dominato da una sezione ritmica martellante che accompagna e sostiene una costante ricerca melodica, particolarmente riuscita nelle parti più compassate. La title track, anch’essa selezionata come singolo, invece stupisce per la sua apertura capace di riportare alla mente i francesi Amesoeurs. Si tratta però solo di una fugace suggestione, perché le note dei Nostri si avviluppano ben presto nelle spire di un black ferino condito da uno screaming glaciale parecchio efficace. A mio avviso, però, i brani meglio riusciti di Cursed By The Crown sono gli ultimi due, in particolare “Beyond The Black Shades Of The Sun”. Nei suoi dodici minuti impressioni novantiane si alternano senza soluzione di continuità a passaggi più evocativi, mentre le urla cedono talvolta il posto al parlato, in un turbinio di variazioni capace di rapire l’attenzione dell’ascoltatore.

Tirando le somme, il debutto dei Räum non si candida certo a essere il disco dell’anno, ma resta un’opera piacevole capace di unire in modo coerente spunti più classici ad altri più moderni provenienti dal mondo del post-. L’unico punto stonato di Cursed By The Crown è — per il mio gusto personale — l’uso eccessivo di strutture ricorsive che tendono ad appesantire l’ascolto. Le aspettative per il futuro restano però alte, dato che la band è in grado di trovare spunti interessanti quando osa un po’ di più.