RAVEN BLACK NIGHT – Barbarian Winter

 
Gruppo: Raven Black Night
Titolo:  Barbarian Winter
Anno: 2013
Provenienza:  Australia
Etichetta: Metal Blade Records
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TRACKLIST

  1. Fire In Your Eyes
  2. Morbid Gladiator
  3. Mystery Woman
  4. Fallen Angel
  5. Black Queen
  6. If You Choose The Dark
  7. Warriors Call
  8. Barbarian Winter
  9. Changes [cover Black Sabbath]
  10. Lips Of Desire
  11. Nocturnal Birth
  12. Angel With A Broken Wing
DURATA: 59:08
 

La formazione australiana dei Raven Black Night era apparsa sul nostro sito nel 2011, anno in cui il sottoscritto scrisse di "Choose The Dark". L'album, primo e unico rilasciato dal 2005 a questa parte, ci aveva presentato una band fedelissima al suono classico epico, ora — dopo tanta attesa e la firma del contratto con la prestigiosa Metal Blade Records — è finalmente uscito il loro secondo capitolo "Barbarian Winter".

Sono trascorsi ben otto anni, sarà cambiato qualcosa? Assolutamente no, sembra proprio che la natura retrò della band sia incorruttibile e così la volontà rassicurante e alquanto efficace di mantenere vivo il metal primordiale, in questo specifico caso quell'heavy scuro e leggendario che abbraccia nomi quali Black Sabbath, Manilla Road, Cirith Ungol, Jag Panzer e a tratti anche i Candlemass. Diciamocela tutta: la vena doom insita in questi Raven Black Night ha bisogno di un po' di ascolti per far presa sull'orecchio, poi però dimostra di possedere il suo perché.

Premuto il tasto play, l'impostazione verace e priva di fronzoli degli australiani raccoglie sin da subito riscontri positivi, sono "Morbid Gladiator" e "If You Choose The Dark" —episodi contenuti nel precedente sforzo discografico — a far segnare i picchi in positivo, seguiti a ruota da "Mystery Woman" nel quale è possibile apprezzare le buone doti delle due asce Jim "The White Night" Petkoff, anche alla voce, e Rino "The Raven" Amorino, "Fallen Angel" che, insieme alla già citata "If You Choose The Dark", presenta escursioni melodiche di maggior interesse e "Nocturnal Birth" — quarta delle cinque tracce nominate a essere in comproprietà con "Choose The Dark" — dai chiari rimandi settantiani di stampo Black Sabbath. Lo scrissi e lo ripeto: essa si potrebbe intendere come una delle tante figlie generate da quella meraviglia che ha per titolo "Planet Caravan".

Il tributo a Tony Iommi e compagnia bella, oltre a essere celebrato in più occasioni all'interno dei vari brani, raggiunge il suo apice con l'omaggio reso a "Changes", storico pezzo racchiuso in "Vol. 4", la prestazione è di quelle che dividono, ascoltandola con alcuni amici i riscontri sono stati controversi. La stessa sensazione di incertezza è scaturita durante "Barbarian Winter", imbastardita e resa più malevola dall'uso di linee vocali in growl, soluzione peraltro usata in passato in "Gothic Black". Il risultato — come per il capitolo precedente — finisce per spaccare a metà la platea, sintomo di una non totale riuscita. La sola "Black Queen" fa di peggio, ricoprendo il ruolo di riempitivo del disco.

"Barbarian Winter" è un buon lavoro, forse la produzione avrebbe potuto premiare di più l'operato delle chitarre, ma in fin dei conti il salto in avanti rispetto ai suoni ottenuti in passato si percepisce nettamente e si pone a loro favore.

I Raven Black Night sono un prendere o lasciare, sono questo, non mettono una virgola in meno né un punto in più, sono dei defender e come tali professano la fede in cui credono in maniera rispettosa, rivolgendosi alle orecchie dei loro simili. Se siete fra questi, una chance dovreste dargliela.

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