RAVEN THRONE – Eternal, Dark

RAVEN THRONE – Eternal, Dark

Informazioni
Gruppo: Raven Throne
Anno: 2010
Etichetta: Gardarika Musikk
Contatti: www.myspace.com/raventhroneband
Autore: M1

Tracklist
Tracklist
1. В руки зимы (In The Grip Of Winter)
2. Свет отравляя (Poisoning Light)
3. Печаль тысячелетней зимы (Grief Of A Thousand Year Old Winter)
4. Вьюгой зови (Call It Snowstorm…)
5. Первосмерть: Первобог (Pervosmert’ Pervobog)
6. Когда приходят тени (When The Shadows Come)
7. От вечности к вечности (From Eternity To Eternity)
8. Силой, ненавистью (By Force, By Hatred)
9. Внутри нет жизни (No Life Inside)
10. В плену тонких жил (In Captivity Of Thiny Veins)
11. Зима – Мой покой (The Winter Is My Rest)
12. Пусть огонь заберёт вас (Let The Flame Take You)

DURATA: 60:42

RAVEN THRONE - Eternal, Dark A distanza di qualche tempo dall’antipasto rappresentato dal singolo “От вечности к вечности” (“From Eternity To Eternity”, di cui trovate qui la recensione: http://aristocraziawebzine.blogspot.com/20…-vechnosti.html) ecco giungere il secondo album per i Raven Throne, formazione black metal bielorussa.

“Eternal, Dark” (per facilità di comprensione indicherò tutti i titoli nella traduzione inglese ma va tenuto conto che la lingua usata è quella madre) tiene fede alle sensazioni evocate dalle parole, consegnandoci del metallo nero tenebroso, in cui le sfuriate sono ridotte ai minimi termini in favore di un approccio quasi doom improntato all’oscurità e al mistero che richiamo le radici pagane del combo. Un richiamo che conduce nella morsa dell’inverno, stagione evocata in diversi brani e dalla quale sembra di risvegliarsi solamente col riffing più teso e diretto della già nota “From Eternity To Eternity”, uno dei pezzi migliori del lotto e dalla furia di “By Force, By Hatred”. “Grief Of A Thousand Year Old Winter”, “No Life Inside” e “The Winter Is My Rest” sono invece una presa di coscienza quasi rassegnata ad un destino avverso, leggeri synth atmosferici circondano i brani di un’aura malinconica e generano una sorta di “sospensione” che non viene rotta dall’uso della voce, non presente in questi frangenti.

“Eternal, Dark” nel suo procedere quasi mai tumultuoso assomiglia ad un grosso serpente che lentamente stritola la propria preda, condotta lentamente verso l’oscurità e la morte. La pecca di un approccio del genere sta però nel fatto di liberare questa tensione che si accumula minuto dopo minuto solamente in rare occasioni, a mio giudizio qualche accelerazione e sfuriata in più avrebbero permesso a questi sessanta minuti di scorrere in maniera più fluida. Ad ogni modo i Raven Throne mettono sul fuoco parecchia carne interessante, la cottura non è ancora perfetta ma il pasto risulta comunque sfizioso e forse anche troppo abbondante.

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