RAVENS CREED – Albion Thunder

 
Gruppo: Ravens Creed
Titolo:  Albion Thunder
Anno: 2009
Provenienza:  Inghilterra
Etichetta: Doomentia Records
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TRACKLIST

  1. Peace Through Superior Firepower
  2. Pear Of Anguish
  3. Insignia
  4. Butcher Of The Whore
  5. Pox Mortis
  6. The Power Of Spite
  7. Hail The Warbeast
  8. Stand Up And Be Cunted
  9. Bloodbath
  10. Spy On Your Swine
  11. Storm The Gates
  12. Unholy Force Of Extraordinary Magnitude
DURATA: 29:47
 

La formazione inglese dei Ravens Creed prende forma nel 2006 con una line up iniziale formata da Steve Watson (Iron Monkey), Jay Graham (ex Skyclad e Tony Iommi) completata con l'entrata dell'amico di Steve Ben Ward (Orange Goblin) e Martyn Millard (Orange Goblin) che nel 2008 verrà sostituito da Frazer Caske (Sabbat) e dopo l'uscita del disco di cui scriverò adesso anche Ben lascerà e subentrerà al suo posto Iscariah (ex Immortal).

La band è nata per suonare musica che fosse primordiale, un assalto concentrato e diretto. Il suono è letteralmente congestionato dalle influenze classiche che fanno da base al metal estremo odierno, aleggiano pesanti le presenze di Venom e Motörhead quanto quelle di Unleashed e Entombed, come sarà facile riconoscere spunti sia nei fraseggi che nelle vocals legati agli Hellhammer/Celtic Frost.

Mezz'ora prettamente dedita all'old school nella sua essenza più semplice, la personalità di Ben dietro il microfono spicca per il piglio naturale con cui da vita alle parole, il riffing è esaltante, quanto di buono in passato c'hanno dato i gruppi citati i ragazzi dei Ravens Creed lo riportano in vita rendendo loro pieni onori.

"Albion Thunder" è ricco, un pranzo che ti può dare un'indigestione godereccia, con episodi dalle sfaccettature stoner-doom come "The Power Of Spite" a contatto come fratelli dello stesso sangue con una "Peace Through Superior Firepower" o una "Butcher Of The Whore" figlia di Celtic Frost e Entombed o ancora una "Spy Or Swine" della quale Johnny Edlund e & co. sembrano averne scritto ogni singola nota, cosa peraltro percepibile in maniera evidente in altre tracce, per non parlare di quella palata in faccia dal titolo "Pox Mortis".

Nel disco scorre una vena punk forte e pulsante, innegabile dire che il genere abbia influito su molte delle forme d'estrema espressione metallica, in questo caso sono i natali fine anni Settanta a imprimere quelle sferzate istintive che lo rendono ancor più genuino e meritevole d'ascolto.

Non spenderò altre parole per un album che fa bollire il sangue nelle vene e incita a roteare la testa come pochi negli ultimi anni, old school maniacs tenete a mente il nome Ravens Creed e non fatevi mancare occasione per acquistare il loro "Albion Thunder".

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