RAVENTALE – Transcendence

 
Gruppo: Raventale
Titolo: Transcendence
Anno: 2012
Provenienza: Ucraina
Etichetta: Solitude Productions
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TRACKLIST

  1. Shine
  2. Room Winter
  3. Without Movement
  4. Transcendence
DURATA: 45:21
 

Astaroth Merc torna alla carica e noi ad Aristocrazia abbiamo iniziato a seguirne le uscite sin da "Mortal Aspirations", nella quale l'artista utilizzava l'idioma inglese; sono poi arrivate le conferme intitolate "After" e "Bringer Of Heartsore". Adesso è giunto il turno di "Transcendence", il sesto album che sancisce definitivamente la bontà di una proposta che ha assunto una forma sempre più delineata, in favore di un black-doom metal che non si nega l'apertura ad atmosfere di stampo post-metal.

Scrivere dei Raventale è divenuto col tempo un vero e proprio piacere, poiché non vi sono più incertezze né momenti di stanca nel suono. Il riffato è costantemente in bilico fra l'emanazione di sentori gelidi e affilati come lastre di ghiaccio e altri armoniosi, delicati e rivolti a mantenere saldamente vivo l'apporto del colore grigio all'interno della composizione. Quest'ultima nel corso della sua lieve ma costante evoluzione ha aumentato la consistenza delle tonalità affini al nero e possiede sia la capacità d'incantare, divenendo in alcuni attimi addirittura sognante, sia quella forza e quella presa che vengono richieste per dare un'impronta black metal marcata.

I sintetizzatori ammantano i pezzi, impreziosendoli ed evitando però di ergersi eccessivamente. La prestazione vocale invece, incastonata abilmente tra le scorribande in blast beat e i momenti armonici di maggiore intensità, vibra utilizzando linee sia in growl che screaming, infiammando il percorso emotivo delle tracce. Il libretto riporta come titolare della stessa Vald, mentre per le sezioni secondarie fa la sua comparsa il nome di Anton Belov.

Ciò che mi preme sottolineare è la capacità con la quale il progetto Raventale ha trovato di anno in anno il modo di affinare le proprie doti. Pur avendo a che fare con pezzi spesso al di sopra dei dieci minuti di durata, non si percepiscono cali di tensione, non si riscontrano quelle lacune riconducibili a un eccessivo affidamento a cliché ripetuti, rischiando di cadere nell'anonimato. Ogni singola decisione presa trova infatti una collocazione ben precisa all'interno dell'organigramma esecutivo di Astaroth Merc, che riesce a mantenere integra quella sorta di istintiva passionalità che forniva al genere negli anni Novanta l'impulso emotivo portante.

"Transcendence" è una perla, il traguardo che in tanti speravamo venisse tagliato dalla formazione ucraina e che per nostra fortuna è entrato a far parte di una discografia che — continuando in questa direzione — potrebbe in futuro proporre all'orecchio ulteriori dischi di altissima qualità. Tirando le somme, reputo che si debba inserire questa opera nella lista degli acquisti immancabili.

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