REAPTER – Cymatics

 
Gruppo: Reapter
Titolo: Cymatics
Anno: 2016
Provenienza: Italia
Etichetta: Revalve Records
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TRACKLIST

  1. Repeat
  2. Tsunami
  3. Time Lapse
  4. The Alchemist
  5. Life And Horror
  6. Behind A Mask
  7. Useless
  8. Fallen Angels
  9. Tram Out
  10. Omega Revolution
DURATA: 52:10
 

I Reapter ci hanno provato: con abile mossa, hanno deciso di far partire "Cymatics" con la giusta carica, degna di un "Death Magnetic" che ha fatto tornare dalle ceneri i buoni e vecchi Metallica. Eppure, per quanto il gruppo romano si sia impegnato, il risultato complessivo mi ha fatto pensare eccessivamente a quello che è stato "St. Anger". Chiariamoci, il disco italiano è sicuramente più interessante e meno plasticoso, ma nonostante l'ottima capacità di trovare ritmiche Thrash di un certo livello dimostrata da subito con "Repeat" e "Tsunami", vira immediatamente verso qualcosa di troppo piatto, con ritornelli e assoli poco convincenti ("The Alchemist" sembra una filastrocca) o comunque senza riuscire a replicare gli stessi riff cattivi e violenti; malgrado l'enorme lavoro dietro la batteria di Emiliano Niro.

Ho riascoltato più volte "Cymatics" in questi mesi, convinto che fossi io a non essere in linea con la carica capitolina, ma dopo tutto questo tempo non riesco davvero a trovare soluzione alternativa. Il secondo album dei Reapter è ancora troppo grezzo e dispersivo, indugiando eccessivamente su stesso, con composizioni che saltuariamente azzeccano il giusto giro (come nella fine di "Life And Horror") e qualche sprazzo individualista che fa ben sperare (come gli innesti di basso dell'ipnotico Jury Pergolini). Discorso a parte per Claudio Arduini e la sua voce: a volte troppo simile al nuovo Hetfield, a volte incontrollabile al punto da sembrare fuori tonalità. Certo, le composizioni non sono delle più semplici da eseguire, una leggera vena Prog viene fuori spesso ("Behind A Mask"), tuttavia secondo chi vi scrive, piuttosto, il gruppo dovrebbe prendere una decisione: melodia e Progressive, o Thrash e violenza. Il mix proposto fatica a farsi strada, soprattutto considerando eventuali alternative dei due campi.

Mi fa male parlarne così, perché le idee buone quando vengono fuori sono più che pregevoli, eppure viste le capacità, mi piacerebbe poterle sentire sfruttate in maniera migliore. Non bastano i capovolgimenti di fronte (dobbiamo aspettare la settima traccia "Useless" per ricordare che stiamo ascoltando un gruppo Thrash), né l'ultima vagamente ispirata "Omega Revolution", totalmente strumentale, a salvare la baracca. Mi permetto infine di sperare che i Reapter riescano a trovare la loro strada… non deludetemi.

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