RECITATIONS – The First Of The Listeners

 
Gruppo: Recitations
Titolo: The First Of The Listeners
Anno: 2016
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Avantgarde Music
Contatti:

Facebook  Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. The First Of The Listeners
  2. Tongueskull Sacrament
  3. Godspeak Halilu Lija
  4. To Voice The Unutterable
DURATA: 29:48
 

«Il gruppo consta di membri provenienti da band più o meno famose dell'underground death e black metal, ma vuole mantenere l'attenzione sugli aspetti ideologici e musicali anziché sul culto della persona»: recita così il testo che accompagna una delle più recenti scoperte di Avantgarde Music, i norvegesi Recitations, che con il corposo ep "The First Of The Listeners" propongono un esordio solido e disturbato.

Figli della scuola scandinava anni Zero (i soliti Ondskapt, Funeral Mist, Watain e compagni), i Nostri aggiungono al verbo black metal qualche spruzzata sperimentale con droni e manipolazioni elettroniche, ma anche e soprattutto grande teatralità, grazie a sfondi di tastiere e organi orrorifici che non sfigurerebbero in un film di Dario Argento e a un'interpretazione vocale recitata, più che cantata; un nome decisamente non scelto a caso, insomma. La personalità della formazione di Trondheim è evidente e, seppur debitrice del filone di cui sopra, non faticherà ad affascinare i cultori di un black metal dall'approccio ragionato, spirituale ed emotivo, oltre che molto deviato.

La stessa confezione dell'ep, appannaggio del collaboratore sempre più regolare dell'etichetta milanese, Tryfar, rimanda al mistero della fede e a tutto ciò che ruota attorno a esso: parole, parole e ancora parole, in latino, greco, inglese, in maiuscolo, in corsivo, in stampato, che esplorano la semantica religiosa in lungo e in largo. Ovviamente nessuna indicazione utile circa le identità dei musicisti coinvolti, così che i Recitations si ritrovano, assieme a Mesarthim, Earth And Pillars e altri ancora, a popolare la scuderia meneghina di personaggi ignoti ai più. Finché la musica rimane su questi livelli, però, c'è di che accontentarsi.

Facebook Comments