REFUSAL – Epitome Of Void

Gruppo:Refusal
Titolo:Epitome Of Void
Anno:2019
Provenienza:Finlandia
Etichetta:Great Dane Record
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TRACKLIST

  1. Suffocate
  2. Hectic
  3. Disregard
  4. Disgust
  5. Slaves
  6. Exploit
  7. Bound
  8. Futile
  9. Void
DURATA:31:55

Gli atti con cui possiamo reagire davanti alla brutalità della società in cui viviamo sembrano sempre meno. Con il passare del tempo accettare compromessi nuovi ogni giorno diventa un’abitudine, e siamo noi stessi a farne le spese, gettando un’ombra sul nostro modo personale di vivere l’esistenza. Talvolta però arrivano alcuni momenti di chiarezza, che sono caratterizzati da un profondo disgusto,  che ci detta domande che normalmente non ci porremmo sul mondo attorno a noi. «Perché negoziare, quando la soluzione è la violenza?» si chiedono ad esempio i Refusal, in un brano dal titolo emblematico di “Disgust”.

La band finlandese non deve aver concepito questo secondo disco intitolato Epitome Of Void in un ambiente tranquillo, facendo una vita senza pensieri, tutt’altro. Quello che emerge dai testi, cioè il continuo frapporsi tra furia cieca e sconforto, si riflette in maniera coerente sulla musica. Prendete il death svedese, quei riffoni motosega à la Entombed che amiamo tanto, e contaminatelo con buone dosi di grindcore nichilista, di quello che potrebbe piacere ai Nasum o ai Napalm Death. L’esito non sarà originalissimo dal punto di vista stilistico, ma vi assicuro non sta qui la sua ragion d’essere; ciò che sentirete è musica affilata e di impatto, della quale non si può mettere in discussione l’autenticità.

I Refusal suonano compatti, temprati da una gavetta a calcare i palchi. Guardando qualche show su Youtube, sembra che sia proprio questo il modo più adeguato per goderseli appieno, ma vi assicuro che non c’è nemmeno alcunché di cui lamentarsi su disco. Fra tutti però penso che il protagonista sia il batterista Aleksi Roitto, con la sua varietà ritmica che non si limita all’abuso del blast beat.

La mezzora di durata di Epitome Of Void non perde un colpo. L’attitudine senza compromessi va a favore della band, rivelando qualche passaggio meno diretto rispetto alla scarica continua che ci saremmo aspettati, gestendo con padronanza sia i momenti di puro, affilato old school death metal che le sparute parentesi dal sentore horror (come la finale “Void”).

Lascio la conclusione del discorso nuovamente alle parole della band, che in “Exploit” esprime tramite il growl incazzatissimo di Niikka Lius i versi che a mio parere rappresentano meglio il messaggio dei Refusal: «Exploitation is our doom / Selfrealization has no room».

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