REFUSAL – We Rot Whitin

REFUSAL – We Rot Whitin

 
Gruppo: Refusal
Titolo: We Rot Within
Anno: 2016
Provenienza: Finlandia
Etichetta: F.D.A. Rekotz
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TRACKLIST

  1. Dignity In Void
  2. Dead End Society
  3. Get Insight
  4. Short On Ammo
  5. Cannibal Instinct
  6. Do Your Part
  7. G.O.A.
  8. Doomed
  9. We Rot Within
DURATA: 32:15
 

L'attesa è stata lunga per i Refusal: incontrati nel 2012 con l'uscita del sesto demo "Grasp", seguito poi da "Cannibal Instinct" nell'anno successivo, da quel 2013 hanno dovuto attendere altri tre anni prima che un'etichetta (la F.D.A. Rekotz) si accorgesse finalmente della loro esistenza, supportandone il debutto di lunga durata intitolato "We Rot Within".

La formazione di Helsinki non si è dimenticata del proprio recente passato, la scaletta è infatti infarcita di brani che hanno avuto un ruolo importante anche all'interno delle uscite precedenti ("Dignity In Void", "Get Insight", "Short On Ammo", "Cannibal Instinct", "Do Your Part", "G.O.A" e "We Rot Whitin"), tant'è che in pratica si registrano soltanto due vere e proprie novità: "Dead End Society" e "Doomed". Il risultato è così un attacco frontale rodato, che al tempo stesso è stato rifinito e arricchito soprattutto dal punto di vista atmosferico.

Il death-grind dei cinque musicisti affetta con costanza, sfoderando ritmiche spietate, blast beat a manetta e doppia a cassa che spinge, permettendo la combinazione di downtempo e midtempo nella rocciosa "Dead End Society", la fuoriuscita di groove massiccio nella super-scapocciante "Get Insight" e l'afflusso delle già tirate in ballo soluzioni atmosferiche legate a un riffing soffocante e gelido (nella parte centrale di "Doomed") o all'estensione fornita dalla voce femminile di Susanna Karhi (nella traccia conclusiva "We Rot Within").

L'album non ha nulla che realmente non vada: i pezzi sono delle piacevoli bordate scagliate contro il nostro udito, la prestazione vocale di Niikka Lius — coadiuvata da quella in seconda linea del bassista Tero Pirhonen — funziona e incarna appieno la violenza e la durezza del genere, mentre le divagazioni solistiche di chitarra sono ben innestate nel flusso dei brani. I testi sono socialmente impegnati e calzanti con quanto accade odiernamente, prendete in considerazione quelli di "Do Your Part" e "We Rot Within"; la produzione invece è di buon livello. L'unico grosso neo è rappresentato quindi da un modo di comporre non ancora non in grado di scrollarsi di dosso la parola «cliché», ma che al tempo stesso è tutt'altro che classificabile come scadente.

Tirando quindi le somme, i Refusal hanno dato alle stampe il più classico dei dischi rivolti ai famelici fruitori del mondo death-grind e sono proprio questi che dovrebbero dar loro una possibilità di ascolto.

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