Motoseghe ringhianti nel debutto black'n'roll dei Regressive

REGRESSIVE – Born In The Grave

Gruppo:Regressive
Titolo:Born In The Grave
Anno:2019
Provenienza:Lituania
Etichetta:Defense Records / Mythrone Promotion
Contatti:Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. Join Us
  2. Chainsaw Maniac
  3. The Devil’s Daughter
  4. City Under Siege
  5. Born In The Grave
  6. Let Me Be Your Whore
  7. Cults of Death
  8. The Fear
  9. Return To The Tomb
DURATA:33:46

Polonia, Polonia e ancora Polonia. Questa volta è la Mythrone Production, con sede a Cracovia, che ci delizia con una bordata di uscite veramente notevoli, tra le quali figura anche Born In The Grave dei Regressive. Con questo debutto freddo e impietoso come le gelide acque del Baltico, il trio lituano ci trascina in una full immersion di black’n’roll intriso di riff, assoli vecchia scuola e di numerosi richiami all’immaginario horror anni ’80.

Il gruppo guarda con insistenza al passato glorioso dell’heavy metal e delle sue sfaccettature più oscure (in particolare a formazioni del calibro degli Onslaught), recuperando una gran quantità di espedienti compositivi già riemersi con diverse intensità nel corso degli ultimi anni (basti pensare ai paladini del genere, i Midnight). Tutt’altro che un difetto, questa riscoperta e riproposta del più classico dei generi diventa un pregio e un’arma affilata nella mani dei Regressive; nonostante l’inevitabile somiglianza che lega molti dei brani, la qualità contenutistica si evince dagli assoli perfettamente eseguiti e dal basso ingombrante che si impone con molta personalità in lunghi tratti (come su “Let Me Be Your Whore”). A donare un tocco di oscurità in più a questa fucina di riff vi è infine una voce urlante e marcescente, supportata da sporadici campionamenti che donano quel sentore di Mortician che non guasta mai.

Di fronte a un disco del genere le parole da spendere, nel bene e nel male, sono sempre molto poche e anche in questo caso penso sia conveniente non proseguire oltre. Born In The Grave è un album semplice ed efficace, che ridona nuova linfa a sonorità e attitudini old school che mai devono adombrarsi. Non resta che lasciarsi trascinare fin giù nella fossa, scavata con estrema perizia da questo nostalgico trio di becchini e dalla loro umile, ma pregevole opera.

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