REINO ERMITAÑO – Veneración Del Fuego | Aristocrazia Webzine

REINO ERMITAÑO – Veneración Del Fuego

 
Gruppo: Reino Ermitaño
Titolo:  Veneración Del Fuego
Anno: 2012
Provenienza:  Perù
Etichetta: I Hate Records
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TRACKLIST

  1. Quimera
  2. El Sueño Del Condor
  3. Sobre Las Ruinas
  4. Desangrándote
  5. Cuando La Luz Te Encuentre
  6. Soy El Lobo
  7. El Rito
  8. Vente Al Fuego
  9. Sangre India
  10. Cadáver, Semilla, Renacer
DURATA: 01:06:43
 

I peruviani Reino Ermitaño nel giro di una decade hanno conquistato il cuore dei doomster incalliti. Vuoi per il sound legato alla orme di Black Sabbath, Count Raven, Saint Vitus, Reverend Bizarre e famiglia, vuoi per la voce incantevole e magica della cantante Tania Duarte, la formazione di Lima ha raggiunto una notorietà "underground" del tutto meritata. Meritata sì, perché oltre l'aspetto musicale è impossibile non apprezzare l'approccio stilistico occulto, introspettivo e storico, con le tematiche affrontate che ripercorrendo tracce dei tempi che furono e alimentandosi della conoscenza popolare rendono ancor più interessante l'ascolto.

Con "Veneración Del Fuego" hanno raggiunto la quarta tappa discografica, un album che per la prima volta vede partecipe il chitarrista Eloy Arturo e che al cospetto di ciò che sinora han pubblicato mostra una band più accesa e irruenta, il fuoco che si sta venerando probabilmente porta con sè quel calore e quell'ardore capaci di mettere lievemente in disparte l'animo più riflessivo e intimista dei Reino Ermitaño.

I risvolti di una creatura particolare come quella sudamericana si scoprono lungo il percorso, nelle atmosfere prominenti e minacciose di "El Sueño Del Condor", animale simbolo della nazione che perlustra e regna la Cordillera De Los Andes, teatro d'innumerevoli uccisioni di massa durante il periodo dei "conquistadores", nell'aggressività che trapela da ogni singola nota di un'agguerrita "Sobre Las Ruinas", nella forma estesa e iniziatica di "Cuando La Luz Te Encuentre", adornata dall'ingresso di linee di violino e dalla scelta particolarmente settantiana da parte di Julio "Ñaca" Almeida d'esibirsi in un appassionato assolo di batteria, e nell'accorato grido teso a svegliare l'anima di un popolo intero insito in "Sagre India", pezzo che oltre a una sviluppo lirico incentrato sulla devastante opera dell'uomo moderno, che si compiace dell'annientare la cultura originaria a favore del "progresso" (sicuri che lo sia?) economico, evidenzia strumentalmente una involuzione a tribale ancor più intensa grazie all'utilizzo di strumenti folcloristici.

Il collegamento con la natura è fondamentale per l'essere umano e i peruviani a loro modo cercano di non farcelo dimenticare, gli ululati che danno principio a "Soy El Lobo" e la frontiera mistica alla quale "El Rito" ci conduce servono proprio a questo.

"Veneración Del Fuego" è un gran bel disco, un'opera atempore, fosse stato pubblicato negli anni Settanta o Ottanta con tutta probabilità avrebbe trovato un suo seguito perché in sé accoglie la passionalità e l'evoluzione avvenute nel mondo doom di quel periodo, il passaggio dalla fase "proto" a ciò che adesso nominiamo senza dubbio in tal maniera.

La produzione volutamente incentrata a fornire "calore" alla proposta, non è un caso che si sia puntato per lo più sull'uso dell'analogico, e non posso non rimarcare ancora una volta l'ormai solita stupenda prova di Tania, eterea e spettrale quanto incantatrice e narratrice, elevano ancora una volta i Reino Ermitaño distanziandoli dalla massa di buoni lavori dai quali siamo abituati a ricevere prestazioni soddisfacenti, qui c'è magia ed è questa che fa la differenza. Il portafoglio è dissanguato, la mia vita ulteriormente arricchita: DOOM ON!