Remina - Strata | Aristocrazia Webzine

REMINA – Strata

Gruppo: Remina
Titolo: Strata
Anno: 2022
Provenienza: Germania
Etichetta: Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Aeon Rains
  2. Obsidian
  3. Dying Sun
  4. Icarus Signal
  5. The Endless City
  6. Ilos
  7. Back In Time
DURATA: 43:04

Non siamo qui a parlare di quel mattacchione di Lovecraft né di quel pazzoide di Junji Itō, eppure — e questo va chiarito fin dal primo momento — nel cuore dei Remina sono presenti entrambi in maniera preponderante. Il duo composto dalla signora :LOR3L3I:, nonché ex Draconian ed ex ISON, Heike Langhans e da Mike Lamb di Sojourner e Lysithea ha fatto il suo debutto a metà novembre con Strata, uscito per Avantgarde Music.

Coppia nella vita oltre che in ambito musicale, Heike e Mike hanno anche un secondo progetto insieme, Light Field Reverie (che ha debuttato anch’esso su Avantgarde nel 2020), ma i due percorsi artistici non convergono. In un’intervista rilasciata lo scorso anno, Mike sottolineava come LFR era nato per dar loro la possibilità di esplorare un po’ tutti i tipi di sonorità a cui non potevano avvicinarsi con gli altri progetti. «A un certo punto abbiamo semplicemente realizzato di voler esplorare sia il doom più cosmico, oscuro e atmosferico, sia anche la sua controparte più progressiva», aveva spiegato, «così abbiamo deciso di distinguere le due cose, separando i progetti e facendoli proseguire in due direzioni, in modo da poter essere liberi senza dover sacrificare nulla da ambo i lati per il bene dell’equilibrio». A questo punto, Heike aveva poi aggiunto come, visto che LFR era nato proprio con l’intenzione di avere un sound più energico e moderno, sarebbero finiti col soffocarne il potenziale se avessero fatto convergere le influenze: «Alla fine abbiamo deciso di scindere le due cose e ora possiamo sviluppare tutto al massimo del proprio potenziale».

Con questi presupposti — o, come si dice da queste parti, con questi chiari di luna — Strata non poteva suonare più coerente di così. In poco meno di tre quarti d’ora, il duo Langhans-Lamb si è giocato le sue carte in ordine perfetto, muovendosi con cognizione di causa tra i meandri del doom, illuminandone i cunicoli più adombrati con lanterne eteree simili a fuochi fatui del trentunesimo secolo. Le atmosfere del debutto dei Remina sono tutte dilatate al punto giusto, con le percussioni che cedono giustamente spazio agli altri strumenti affinché Heike e Mike possano effettivamente riuscire nell’impresa di tradurre in musica la loro percezione di spazio.

Così, assieme ai singoli anticipatori del disco “Aeon Rains”, “Obsidian” e “Dying Sun”, troviamo anche le più monumentali “The Endless City” e “Back In Time”, dalle quali non fanno fatica a trasparire i trascorsi artistici dei Nostri, inframmezzate dalla più breve traccia del disco, “Ilos”, che nella sua seconda metà espone con prepotenza il motivo della marca di genere gothic che mi ostino ad affibbiare ai Remina. Il tutto con “Icarus Signal” a spezzare la scaletta, un altro brano che riassume e condensa in cinque minuti e spiccioli il potenziale del duo, tra aperture atmosferiche, tessiture sintetiche, riff distorti e vocalizzi eterei.

A conti fatti, insomma, il primo disco dei Remina parte con le intenzioni ben chiare: esplorare lo spazio, fino all’ultima frontiera, riconoscendo nelle luci e nelle ombre dei riverberi siderali un’eco delle esperienze delle nostre vite terrene. Strata ci riesce in pieno e, viste le ottime premesse, non posso che aspettare con la giusta dose di ansia il prossimo lavoro della coppia.