RENEGADE – W:A:R

RENEGADE – W:A:R

Informazioni
Gruppo: Renegade
Anno: 2010
Etichetta: Mygraveyard
Autore: Mourning

Tracklist
1. First Blood
2. Masquerade
3. Wired
4. Under My Skin
5. Where Time Stands Still
6. Wild Days
7. Burning Highway
8. No Reason in Love
9. W:A:R
10. Cant’ Stop the Fire

DURATA: 42:08

Renegade, i ragazzi toscani li avevamo lasciati con uno “Straight To The Top” ricco di luci e ombre, non convinceva del tutto non per le qualità della formazione quanto per delle piccole pecche che ne minavano la costanza rendendolo altalenante.
Sono passati due anni ed eccoli di nuovo in pista e il titolo scelto per l’album sa di minaccia: “W:A:R”, riusciranno a metterla in pratica?
Dopo svariati giri nel mio lettore, ho notato una sostanziale differenza in positivo rispetto al suo predecessore: tensione/ascolto mantenuta alta e cori azzeccati sono stati il primo pensiero che si è sono impresso nella mia testa già dopo il primo e completo esame.
La sensazione si è fatta largo e ha preso coscienza del valore del disco crescendo a ogni passaggio, non si sono risparmiati puntando sulla formula classica che è loro matrice e influenza: l’heavy metal ottantiano puro e oltranzista, riuscendo comunque a evitare monotonia dando slancio e vigore ai brani.
Si parli di veri e propri stiletti come l’opener “First Blood”, “Masquerade”, “Under My Skin”, la titletrack “W:A:R” o la conclusiva “Can’t Stop The Fire” dotate di riff metallicamente ispirati, dominanti e impulsive e che scaricano dosi di pura adrenalina o di brani come “Wired” melodicamente più accentuata nel suo incedere e per i due lenti “Where Time Stands Still” e “No Reason In Love”, ballad che trovano espressione vera nei chorus suadenti grazie alla prestazione del Senesi in ottima forma.
Il risultato finale è che “W:A:R:” vale l’acquisto.
Nella seconda fa la sua apparizione il pianoforte suonato da Tommaso Vitali a rendere l’atmosfera soft e avvolgente, distorta solo quando le chitarre decidono di fornire piglio aggiuntivo al pezzo.
Passo decisamente in avanti per i Renegade, la formazione in toto è cresciuta, si nota come il riffing del duo Damiano Ammanati/Roberto Mannini sia più naturale e fluido rispetto al passato e come ne abbiano giovato anche le basi di Andrea Ammanati/Alessandro Tassini che nella loro semplicità infondono spessore alle canzoni mantenendo constantemente una discreta dinamicità.
Stefano Senesi si diletta dietro il microfono mettendoci tanto del suo, emozionando in una “Where Time Stands Still” e sfogandosi in “Under My Skin” che ritengo la due esecuzioni migliori e adatte a inquadrare la buona prestazione del cantante.
I Renegade si sono presentati al banco di prova con esperienza e voglia che li ha portati a non ripetere gli errori commessi nei loro precorsi, la maturità è ormai cosa certa.
“W:A:R:” è un disco che vale la pena avere, un album che sprizza genuinità e amore per l’heavy, se avete in comune con i ragazzi la passione per gli albori del genere questo disco dovrebbe entrare di diritto nella vostra collezione.

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