REPENT – Vortex Of Violence

Informazioni
Gruppo: Repent
Titolo: Vortex Of Violence
Anno: 2012
Provenienza: Germania
Etichetta: High Roller Records
Contatti: facebook.com/Repentthrash
Autore: Mourning

Tracklist
1. Vortex Of Violence
2. Fragments Of Despair
3. State Of Fear
4. The System Has Failed
5. Howl
6. Vengeance
7. The Return Of Dark Ages
8. Rat Race
9. Suicidal Dreams
10. Human Hell
11. World Supremacy
12. Puppets Of Corruption

DURATA: 41:37

I tedeschi Repent sono in giro da circa quindici anni, la formazione thrash bavarese possiede una discreta dose di esperienza e una discografia che fra demo e album si avvicina alla decina d’uscite complessive, l’ultima delle quali risalente al 2012: parlo del terzo disco, “Vortex Of Violence”.

Il sound della prova è una via di mezzo fra quello classico nazionale e quello “Bay Area”, con i soliti noti più o meno coinvolti nella girandola delle influenze. Al suo interno troviamo inflessioni melodiche, un paio di puntate in stile “-core” e tanta rabbia riversata in brani che, pur non brillando per chissà quale soluzione compositiva degna di menzione d’onore, si fanno ascoltare per la carica che contengono e per la voglia di spingere sull’acceleratore. In tal senso episodi quali la titletrack in apertura, “Howl” e la conclusiva “Puppets Of Corruption” svolgono un buonissimo lavoro. Un’altra manciata di pezzi possiede delle caratteristiche piacevoli all’ascolto: si tratta di “Vengeance”, il cui punto notevole è il gradevole sviluppo della lunga sezione strumentale che in esso si fa strada, “Human Hell” e il suo iniziale tributo agli Slayer, e la successiva “World Supremacy”, che evidenzia quantomeno il tentativo di andare oltre le solite strutture del genere.

Da un disco come “Vortex Of Violence” non ci si può attendere, né si può pretendere, altro che una prestazione rozza e in linea con l’animo che da sempre muove i Repent; magari la produzione avrebbe potuto dare una mano maggiore alle canzoni, specialmente per quanto riguarda lo spessore dei suoni, che alle volte sembrano essere sin troppo scarni. Tuttavia è anche vero che, percorrendo volutamente la via che evita divagazioni e fronzoli, una scelta simile si rivela essere esclusivamente l’ennesimo atto di coerenza nei confronti del loro modo di far musica.

Da amanti del thrash per amanti del thrash. Potrebbe non bastarvi tale motivazione, ma un ascolto vi consiglio di darlo.

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