REPULSIVE AGGRESSION – Conflagration

REPULSIVE AGGRESSION – Conflagration

 
Gruppo: Repulsive Aggression
Titolo:  Conflagration
Anno: 2013
Provenienza:  Norvegia
Etichetta: Schwarzdorn Production
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TRACKLIST

  1. Necrosis
  2. Plaguebringer
  3. Breaking Wheel
  4. Sub Human Destruction
  5. Predator
  6. Repulsive Aggression
  7. Reborn Through Annihilation
  8. Leave Her To Rot
  9. Spawn
  10. Conflagration
DURATA: 41:17
 

La Norvegia che non ti aspetti ti arriva fra le mani con il disco dei Repulsive Aggression. Non sai proprio chi siano e la cosa ci sta, poiché la è band alla prima uscita, e poi leggi che vi sono coinvolti due elementi degli Svarttjern presenti attualmente e in passato, parlo di Saether e Holter, ai quali si è aggregato Magnus Nødset, batterista dei Frail Grounds. Dopo aver prodotto un demo di tre tracce che non conosco, la formazione entra a far parte del roster della Schwarzdorn Production con la quale rilascia "Conflagration", debutto che ci recapita una serie di mazzate nello stomaco da godere a tutto volume.

Il trio sfodera una prestazione saldamente ancorata su basi death/thrash, non una novità quindi, rocciosa, spigolosa e fortificata quanto ci si sarebbe potuto attendere dagli elementi coinvolti; è decisamente meno derivativa del previsto, il che si pone nettamente a favore dei Repulsive Aggression. Non posso dire che le influenze di altre realtà più note non si presentino all'orecchio, inserito il cd nel lettore e mandatolo in esecuzione, sono sicuro che un paio di nomi vi passeranno per la testa, quello che però vorrei sottolineare è come la violenza e lo svolgimento — capace di dividersi in maniera sapiente tra l'assalto arrembante, sezioni monolitiche e altre in cui si sprofonda — non siano devoti a nessuna corrente specifica.

In "Conflagration" avrete modo di notare come le melodie vengano ridotte ai minimi termini per dare libero sfogo alla parte più irruenta, avrete la possibilità di apprezzare interventi a gamba tesa, pronti a spezzare ginocchia che miscelano la malevolenza statunitense e la malvagità europea, in questo miscuglio confluisce la sensazione gelida trasmessa in più occasioni dal panorama black, trovando terreno fertile per attecchire; che la militanza in quel settore da parte dei musicisti, seppur di riflesso, abbia lasciato una propria traccia nella musica è facile da intuire. Quando infine si è ammorbati da batoste colme d'odio, che non hanno la minima intenzione di concludersi se non giunte alla traccia che intitola il lavoro posta in coda, ciò che rimane da fare è apprezzare e rimetterlo su dal principio.

La sezione centrale dell'album invece piazza consecutivamente due mattonate intitolate "Predator" e "Repulsive Aggression", alle quali è doveroso aggiungere all'interno del lotto riguardante le hit anche "Leave Her To Rot". Il complesso è però un carro armato ben piazzato lanciato in andatura sostenuta che è lì lì per mettervi sotto senza pietà.

La produzione è pulita, ma non asettica in maniera snervante. La percezione che i due stili, death e thrash, si fondano mantenendo attive le proprie peculiarità stilistiche permane e fa sì che il lavoro risulti efficace nella sua totalità. I Repulsive Aggression sono una band che vale la pena seguire e comprare. Buonissima la prima!

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