REVEL IN FLESH – Deathevokation

 
Gruppo: Revel In Flesh
Titolo:  Deathevokation
Anno: 2012
Provenienza:   Germania
Etichetta: F.D.A. Rekotz
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TRACKLIST

  1. Culpa Et Inferna
  2. Shadowbreeder – Until Hell Freezes Over
  3. Wings Of Death
  4. Iron Coffin
  5. Bloodfeast
  6. Slavish Obedience
  7. Opus Putrescence
  8. Black Paled Elegy
  9. Crowned In Darkness
  10. Subconcious Error
DURATA: 46:00
 

I Revel In Flesh (da non confondere con gli omonimi finnici, questi sono tedeschi) nascono per volontà di Raulf Hauber, storico bassista degli ormai splitatti Immortal Rites e da sempre condottiero della fanzine underground "MYSTICAL MUSIC Fanzine", precisamente dal 1995.

La formazione si rivela essere un duo nel quale entrambi i partecipanti si celano sotto pseudonimi: se Haubersson è facilmente ricollegabile alla figura di Raulf, Maggeson presumibilmente, dato il riferimento a Dawn Of Dreams e Apophis quali band nelle quali milita o avrebbe militato, l'altro membro dovrebbe essere il batterista Dirk Schwarze ma non ci metterei la mano sul fuoco.

Musicalmente all'orecchio giunge un tributo reso in pompa magna a quella che era la Svezia dei bei tempi e qui qualcuno potrebbe anche pensare: embé sai che novità? In effetti nessuna, le coordinate stilistiche passano attraverso un crocevia ben definito che fa di Entombed, Dismember, Grave, Carnage, Utumno, God Macabre con tratti più primordi richiamanti anche la natura iniziatica Nihilist la ragion di vita del loro debutto intitolato "Deathevokation". Nessuna nuova notizia ma l'ennesima conferma che un certo modo di suonare e alimentare l'old school non abbia intenzione di mollare la presa.

Dovete prendere il disco come se aveste fra le mani un figlio legittimo di creature quali "Left Hand Path", "Like An Everflowing Stream" e "The Winterlong", tenete conto però che non vi sono all'interno quei picchi di qualità riscontrabili in tali album capolavoro. Abbiamo una serie di mattonate pesanti nelle quali sono presenti chitarre compresse, ritmiche mortuarie con influenze punk e d-beat sulle quali si staglia il più classico dei cantati growl marcio e putrescente tirando fuori degli ottimi pezzi come "Iron Coffin", "Bloodfeast", "Opus Putrescence" e "Crowned In Darkness". Il tutto è corredato dalla produzione impeccabile del signor Dan Swano effettuata nei suoi Unisound Studios e un artwork che con la più classica delle rappresentazioni di decadenza curata dallo spagnolo Juanjo Castellano, consegnandoci un lavoro adatto alle esigenze dei patiti di Swedish death metal.

Per gli instancabili, affamati, voraci ascoltatori della vecchia scuola i Revel In Flesh si candidano a divenire l'ennesimo porto sicuro, non so se l'acquisto di "Deathevokation" rientri in effetti fra quelli considerabili obbligatori, dipenderà da quanto si sia esigenti nei confronti di tale panorama, sono però convinto che un disco simile nello stereo non possa far altro che bene al cuore di un amante del death metal e quindi godetevelo.

 

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