Revenant Marquis - Below The Landsker Line

REVENANT MARQUIS – Below The Landsker Line

Gruppo:Revenant Marquis
Titolo:Below The Landsker Line
Anno:2021
Provenienza:Regno Unito
Etichetta:Inferna Profundus Records
Contatti:Youtube  Bandcamp  Spotify
TRACKLIST

  1. Haverfordwest
  2. Children Of The Grand Abyss
  3. Beibl
  4. Geist Unbaptised
  5. Under The Hand Of The Master
  6. Dianc
DURATA:38:01

Da qualche parte nelle remote campagne gallesi si cela un’entità tanto misteriosa quanto prolifica in fatto di produzione musicale che prende il nome di Revenant Marquis, one man band costituita da S, enigmatico figuro ritratto in poche fotografie in bianco e nero presenti nei booklet del suo progetto e la cui identità rimane segreta. Dopo soli tre anni di attività la band gallese è arrivata al quinto album in studio, Below The Landsker Line, il cui titolo si riferisce alla linea di Landsker che separa il Galles, di cultura e lingua celtiche, dalla sua estremità sud-occidentale (che include una buona parte della contea del Pembrokeshire), in cui la lingua e la cultura inglesi sono sempre state predominanti nonostante la lontananza geografica dall’Inghilterra.

La copertina, raffigurante una fotografia in bianco e nero di una bambina, probabilmente risalente agli inizi del Novecento, ci porta subito nell’immaginario evocato attraverso un suono spettrale e misterioso, fantasmi dell’epoca vittoriana e altre entità oscure. Descrivere la musica di Revenant Marquis a parole è praticamente impossibile: per quanto essa sia in parte assimilabile alla corrente raw che sembra andar sempre più di moda (provate ad acquistare un disco dei Lamp Of Murmuur senza dover vendere un organo al mercato nero), il suono è quanto di più evocativo ed etereo si possa immaginare: i ritmi sono lenti e dilatati, mentre i riff accennano melodie che sembrano voler restare abbozzate, per poi essere completate dall’ascoltatore attraverso la propria immaginazione.

La produzione di Below The Landsker Line è molto grezza e volutamente lo-fi, ma a differenza di band come Paysage D’Hiver e ColdWorld le frequenze alte sono molto meno predominanti e il tutto risulta estremamente ovattato e lontano, quasi come se ogni strumento fosse stato registrato con microfoni posti a metri di distanza dagli amplificatori. Dal punto di vista vocale, S si limita a produrre qualche ululato sconnesso e assolutamente inintelligibile, quasi a voler amplificare ancora di più l’atmosfera spiritica e surreale dell’intero album, il cui culmine viene raggiunto nell’ultima traccia “Dianc”, probabilmente una delle più inquietanti che io abbia mai ascoltato, con un finale dove si possono udire le voci di bambini che giocano.

La proposta di Revenant Marquis è unica e volutamente di nicchia: se ne può restare rapiti sin da subito oppure assolutamente indifferenti. Per chi apprezza la band gallese, il primo approccio tende a lasciare quasi interdetti e porta ad approfondire l’album più e più volte fino ad arrivare a carpirne l’essenza stessa: Below The Landsker Line, proprio come il precedente Youth In Ribbons, è totalmente avvolto nel mistero, i titoli dei brani sono enigmatici e non si ha nessuna informazione sulle tematiche trattate nei testi. Tutto ciò contribuisce a generare un’atmosfera spettrale fatta di suggestioni e ricordi di epoche mai vissute, rendendo l’ascolto del disco un’esperienza unica e irripetibile.

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