REVOLTED MASSES – Revolted Masses

REVOLTED MASSES – Revolted Masses

Informazioni
Gruppo: Revolted Masses
Anno: 2009
Etichetta: Self Released
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Savage Temper
2. Slave Of God
3. Shades Of Past
4. Revolted Masses

DURATA: 19:03

Vengono dalla Grecia i Revolted Masses, propongono un death/thrash che tende ad andar fuori dai canonici standard dello stile sfruttando una vena progressiva che fornisce alle composizione varianti aggiuntive e un pizzico di modernismo senza far storcere il naso. Diciannove minuti suddivisi in quattro episodi che presentano una band in forma e che sa il fatto suo.
Unite un gusto melodico per certi versi ricollegabile ai Desultory, una chitarra sovraesposta che al di fuori della chiave ritmica si muove dal tratto orientaleggiante e che per certe note potrebbe evocare le trame dei Bolt Thrower del periodo “Mercenary” e aggiungete una vena Death in fase solistica.
La definizione è variegata quanto il loro approccio alla musica, infatti la spiccata progressione che caratterizza brani come “Savage Temper” o la seguente “Slave Of God” viene bilanciata dalle più massicce e corpose “Shades Of Past” e l’omonima “Revolted Masses”.
I singoli svolgono i loro compiti degnamente, spiccano soprattutto le chitarre in fase ritmica nettamente al di sopra della qualità media che si può riscontrare per un primo demo, punto debole è la vocalità altalenante del singer che alle volte arranca e non fornisce la giusta dinamicità ai brani.
La produzione per un demo può anche esser ritenuta valida ma una perizia maggiore nei volumi soprattutto fra voce e chitarre e il dare una spinta maggiore al basso, che come sempre è quello che risente di più, avrebbe donato un maggiore impatto che peraltro ai pezzi avrebbe giovato non poco.
La carne al fuoco non manca, la tecnica di base neanche, ci sono da limare dei difettucci e il cantante deve mettersi sotto per trovare delle linee vocali che gli permettano di incastrarsi meglio con la musica, sistemate queste piccole mancanze chissà che a venire non ci regalino un bel disco d’esordio?

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