REVOLTONS – Underwater Bells

REVOLTONS – Underwater Bells

Informazioni
Gruppo: Revoltons
Anno: 2009
Etichetta: My Graveyard Productions
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Pure Soul Cry
2. Death To Leave Eternity
3. Berserker
4. Claylove
5. Rotten Equilibrium
6. The Last Witch
7. PJ
8. Slow Row
9. Lady Disease
10. Melting Night
11. One And Silence
12. Cybertale
13. London Fall
14. Scanning Horizon
15. Underwater Bells

DURATA: 57:45

REVOLTONS - Underwater Bells

I Revoltons sono una band friulana dedita ad un sound heavy che si lascia influenzare da aperture al thrash e congiunture progressive che adornano i pezzi evidenziando la spiccata personalità che si trova in seno alla formazione.
Il loro terzo lavoro “Underwater Bells” è un platter maturo e consapevole delle peculiarità stilistiche e delle qualità compositive acquisite con l’esperienze passate.
Brani robusti, corposi, trascinanti come “Berseker” che sembra estratta dalla prova più alternativa dei Jag Panzer “Dissident Alliance” con il suo fare al limite col thrash iniziale che muta repentinamente nel pre e chorus diventando ampiamente di respiro classic per poi tornare all’incedere iniziale.
Si scivola ascoltando con piacere ogni singolo brano di questa prova che pur con la sua lunga durata (quasi un’ora di musica) è di una fruibilità e naturalezza fuori dal tempo, questo grazie alla bontà dell’esecuzioni.
Con “Rotten Equilibrium” il richiamo a certe sonorità Nevermore sembra evidente ma il gusto e le scelte spesso azzeccate sopratutto nei cambi di tempo improvvisi che spezzano quel ritmo che pareva dominare il pezzo e il solo fantasticamente eseguito varrebbero già l’acquisto del disco.
Il discorso varrebbe per l’intero platter ed elencare le evidenti doti di un lavoro così superiore ad una media ormai satura di cloni mi sembra alquanto inutile.
La disinvoltura con cui si dilettano nel mettere in mostra le loro capacità senza risultare pacchiani o narcisisticamente forzati è nota alquanto positiva.
Il batterista col suo dinamismo e perfezionismo da quel quìd in più alle basi ed il cantante che gode di una versatilità non indifferente riesce ad imprimere sempre la giusta inclinazione vocale al pezzo.
Non resta che dare fiducia ad una band di questo calibro ascoltando e riascoltando un disco che merita d’appartenere a qualsiasi collezione che si rispetti, è vero che alle volte gli italiani lo fanno meglio questa ne è una prova!

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