RHETRA – Ego Sum Mors Vestra

 
Gruppo: Rhetra
Titolo:  Ego Sum Mors Vestra
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Heder Music
Contatti: Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Perpetual Reflorescence Of Pith
  2. Arising Essence
  3. Death Of The Misusers
  4. No Mercy For The Vile
  5. Slating
  6. Vengeance Of The Moon
  7. Beyond Every Lie
DURATA: 36:42
 

Non ho sufficienti competenze nelle cosiddette "lingue morte" per potermela cavare autonomamente con titoli in latino e quant'altro, ma sono potuto ricorrere ad informazioni diverse per scoprire il significato della parola "rhetra", la quale designerebbe l'ordinamento su cui fu fondata la città di Sparta e che venne dettato dall'oracolo di Delfi. Rhetra è quindi un codice, una volontà ferrea o anche, per dirla con il linguaggio della band che ha scelto proprio questo termine come monicker, una parola d'onore. A seguito di queste premesse, portarsi addosso un appellativo del genere non è solo un fregio, ma è anche un onere; onere a cui il duo lombardo formato da Davide Del Col (basso e batteria) e Sophia Anna Pezzali (voce e chitarra) ha voluto tentare di adempiere nel debutto intitolato "Ego Sum Mors Vestra". Ci saranno riusciti?

Il sentiero che i Rhetra hanno deciso di percorrere è di quelli che guarda al passato e precisamente a una ventina di anni fa. La forma primaria del Black Metal delle origini è il perno attorno a cui si sviluppa questo lavoro e tracce come "Perpetual Reflorescence Of Pith", "Slating" e "Beyond Every Lie" ripercorrono proprio quell'evocativa e fredda sfera emozionale che era stata ampiamente perlustrata dai Darkthrone di "Transilvanian Hunger", unendola ad alcuni tratti prettamente Gorgoroth e ad un riffing alle volte vagamente dissonante seppur quasi sempre piuttosto ciclico nel suo incedere. Il tallone d'Achille dell'intera opera sta forse proprio in questa (relativamente) scarsa variazione in fase compositiva in quanto, quando vogliono, i ragazzi dimostrano di saper affrontare anche un approccio più (sempre relativamente) sfaccettato come accade in "Arising Essence" che cambia un po' il registro mettendo in mostra una venatura quasi epica, la quale viene unita ad un'atmosfera davvero pregnante favorita da linee di chitarra che seguono un andamento melodico di notevole fattura. Un altro piccolo aspetto che esalta l'ispirazione del duo è l'uso di alcune soluzioni chitarristiche ossessive e foriere di Caos, soprattutto in "No Mercy For The Vile", che mi hanno richiamato alla mente il lavoro svolto dai nostrani Redemption Curse nel loro primo demo; tale similitudine viene rafforzata anche dalla presenza di alcune sovraincisioni vocali (udibili specialmente in "Vengeance Of The Moon") che aumentano il carico di rabbioso disagio insito nello scream di Sophia.

La produzione, come da buona tradizione Black anni Novanta, è sporca e grezza anche se, a onor del vero, questo è un aspetto che per certi versi rafforza il legame con le manifestazioni primordi del genere, ma, allo stesso tempo, impoverisce un po' il tutto: la batteria rimane troppo flebile e l'effetto zanzaroso delle chitarre va in alcuni punti a contrastare con un utilizzo dei piatti a volte forse eccessivo. Tutto questo non pregiudica comunque l'immersione totale in un lavoro davvero buono, discretamente maturo e che dimostra anche una certa intelligenza dal punto di vista lirico, evitando di abusare dei soliti clichè del genere, ormai fin troppo inflazionati.

Non resta molto da dire: se siete nostalgici del periodo da cui i Rhetra prendono ispirazione, allora l'ascolto di "Ego Sum Mors Vestra" probabilmente risveglierà in voi qualche lato di quelle emozioni che i dischi storici vi procura(ro)no. Dal canto mio sarò ben felice di seguire l'evoluzione di questo progetto: il supporto non va negato a chi lo merita e i Rhetra credo proprio che lo meritino!

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