RIGOR MORTIS – Rigor Mortis

 
Gruppo: Rigor Mortis
Titolo:  Rigor Mortis
Anno: 1988
Ristampa: 2004
Provenienza:   Stati Uniti
Etichetta: Dirt Head Company
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TRACKLIST

  1. Welcome To Your Funeral
  2. Demons
  3. Bodily Dismemberment
  4. Condemned To Hell
  5. Wizard Of Gore
  6. Shroud Of Gloom
  7. Die In Pain
  8. Vampire
  9. Re-Animator
  10. Foaming At The Mouth [Bonus]
  11. Grudge Fuck [Bonus]
  12. Spivey [Bonus] 
DURATA: 41:07
 

Rigor Mortis è il termine che definisce lo stato subentrante post mortem, provocando l’irrigidimento dei muscoli. Come avrete già visto in alcuni film, non è poi più possibile aprire una mano che stringe un indizio importante. Allora il medico legale, sorridente, spezza le ossa per estrarlo dicendo poi “È questo che cercate?”. Vedo già gli amici dello splatter alzare i cartelloni con scritte del tipo: “Più sangue!” o “Muoio di noia, poi diventerò un morto vivente”. Calma ragazzi.

Alcuni lettori sussulteranno sentendo il nome Rigor Mortis e sorrideranno già pensando agli Immolation. No, questi Rigor Mortis suonano thrash metal con tocchi death e sono texani. Il gruppo è legato a tanti mieie ricordi di gioventù, altrimenti non avrei mai pensato di scrivere una critica postuma sul loro disco di esordio. Questa registrazione la scoprii una domenica in cui andai a rendere visita ad un mio amico più anziano di me. Ascoltava principalmente musica degli anni settanta, con preferenze tendenti al blues rock, Scorpions, UFO e Black Sabbath. Posò un pezzo di vinile sul piatto e tutto di un tratto fui sorpreso e stravolto da una cascata di note primitive per il thrash d’allora, che mi presero subito. Erano i tocchi di “Welcome To Your Funeral”! Tentai parecchie volte di convincere il mio collega a scambiare o a vendermi il pezzo di vinile. Non ebbi mai successo.

Fatto sta, che m’innamorai del gruppo e acquistai alla prima occasione la maglietta. Non la dimenticherei mai: bianca con la copertina del disco come fronte e macchiata di sangue finto. Ho snervato parecchia gente con quel motivo e conservai quel capo d'abbigliamento per parecchi anni.

Nel 2004, finalmente, il disco è stato ristampato su CD dalla Dirt Head Company. Non me ne ero neppure reso conto. Per caso visitai il sito del gruppo e lo vidi. Ho preso immediatamente contatto con Casey Orr, il bassista, e qualche giorno più tardi tenevo fra le mani l’oggetto dei desideri. Sono le piccolezze che rendono la vita degna di essere vissuta.

Vi ho rotto tanto le scatole con le mie storielle “d’infanzia”. Ora vorrete forse sapere di più a riguardo del gruppo. I Rigor Mortis sono lontani dall’essere un gruppo thrash tecnico. I pezzi sono strutturati in maniera semplice, i testi parlano in maniera cinica di splatter e gore e le tracce sono veloci. Più sopra usai il termine “primitivo”. Con questo non intendo porre l’accento su un modo sporco dell’esecuzione. A quel tempo era tipico inserire tecnica in ogni pezzo composto. I Rigor Mortis, invece, suonavano in modo preciso, malgrado utilizzassero solo poche scale. Queste dieci canzoni sono il parco giochi ideale per chi inizia a suonare uno strumento. Sono di facile esecuzione e mostrano che non occorre essere Marty Friedman o Jason Becker per comporre una strofa valida.

In questo disco lo descriverei con il modo di dire inglese "Only killer, no filler". I ragazzi suonavano per divertirsi e lo si nota ascoltando “Rigor Mortis”. La produzione è ottima per l’epoca, anche sulla versione originale in vinile. Gli strumenti mitragliano le loro linee in maniera “secca” e la voce non esita a rispondere con lo stesso tono. Cori ben piazzati accentuano testi e note spietate. Quali sono i miei pezzi preferiti? Beh, mi piacciono tutti. “Demons”, “Shroud Of Gloom”, che apriva il lato B del vinile, e “Die In Pain” m’impressionarono particolarmente. Come detto in precedenza, il disco è stato ristampato nel 2004. Il CD contiene tre pezzi bonus, di cui solo due sono da prendere sul serio. L’ultimo, “Spivey”… lascio a voi il giudizio.

La discografia è composta da altre due registrazioni, “Freaks” e “Rigor Mortis vs. The Earth”. Il primo è un’EP passabile, che mi lasciò comunque già dell’amaro in bocca. Il CD del 1991 lo comprai alla cieca e ne fui veramente deluso. I pezzi non sono veramente male, ma neppure degni di nota.

Ascoltate il debutto. Se adorate il thrash primitivo con testi splatter e ben eseguito, non ne sarete delusi. Who’s laughing now you whore?

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