RIMTHURS – Svartnar

Informazioni
Gruppo: Rimthurs
Anno: 2010
Etichetta: Archaic Sound
Contatti: www.myspace.com/rimthurs
Autore: Mourning

Tracklist
1. Styggelse
2. Ljusskygg
3. Underjord
4. I Jämmer Och Klagan
5. Krigssång/Sorgmarsch
6. Ursinne
7. Vanvett
8. Svartnar

DURATA: 51:04

RIMTHURS - Svartnar Il monicker Rimthurs cela la figura di Ymer (Tommy Holmer), artista svedese conosciuto per il ruolo di cantante nei connazionali Undivine e attivo da tempo nell’underground nazionale in formazioni quali Necrocide e Planet Rain.
Questo suo progetto solista si presenta come un omaggio al black classico/atmosferico, “Svartnar” è il debutto che arriva a distanza di cinque anni dal secondo demo “Ur.Kaos” del 2005 e, pur non distaccandosi da una sorta di legame canonico che lo rende derivativo da artisti storici quali Isengard e Arckanum, grazie a uno spirito silvestre gelido e a un songwriting ispirato suona decisamente cattivo e suadente al tempo stesso.
Quando si ha a che fare con dischi simili è facile incrociare il pericolo noia dovuto alla scontatezza dei passaggi, la fortuna del platter in questione è quella di possedere un equilibrio fra incudine e martello, per ogni attacco in velocità che viene sferrato una adeguata controparte emotiva vien fuori mantenendo i piatti della bilancia allineati.
L’eleganza delle melodie e l’inaspettato uso degli archi suonati da Thomas von Wachenfeldt nella parte funerea di “Krigssång/Sorgmarsch” e di una volitiva “Underjord”, uno dei brani più interessanti dell’album insieme a “Vanvett” da cui emerge la bella prestazione solistica dell’altro guest Bo Öhman, rendono l’ascolto appassionante e coinvolgente, il fatto che i brani siano d’estensione medio-lunga non penalizza per nulla il discernere delle note.
Da notare poi come la canzone iniziale “Styggelse” e la conclusiva titletrack “Svartnar” sembrino assomigliare all’Alpha e l’Omega del disco in tutto e per tutto, la prima lenta si sveglia dal torpore che l’attanaglia sfogandosi impetuosamente, la seconda invece vi cade fra le braccia scandita per la maggior parte della propria durata da un unico riff maligno in ciclico ripetersi.
L’operato di Ymer ha dato come frutto un bel disco del genere, la struttura old dei brani, la produzione perfetta nell’inquadrare il suono non perfetto ma incisivo a dovere e un session, il bassista Mordh che svolge il compito assegnatogli in maniera esemplare, fanno di “Svartnar” cinquanta minuti di cui è giusto godere, non negate un passaggio nel vostro stereo a questo lavoro.

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