RISE AND SHINE – Empty Hand

 
Gruppo: Rise And Shine
Titolo:  Empty Hand
Anno: 2011
Provenienza:  Svezia
Etichetta: I Hate Records
Contatti:

Facebook

 
TRACKLIST

  1.  Empty Hand
  2. Empty Words
  3. In the Arms Of Death
  4. I Don't Belong
  5. Someone Else's Share
  6. King Cliff
  7. Harmony And Noise
  8. Dirty Tricks
  9. Another Troubled Mind
  10. Too Much, Too Fast, Too Loud
DURATA: 47:21
 

I Rise And Shine sono una formazione svedese che agli attenti ascoltatori di doom classico in stile anni Settanta – inizio anni Ottanta non sarà sicuramente sconosciuta, gli italiani dovrebbero ricordarla soprattutto per il fatto che fu proprio la nostrana Black Widow a pubblicare i primi due album della band, "Flowerpower" nel 1998 e "Roadflower" nel 1999. Sono giunti al quarto capitolo, "Empty Hand", hanno firmato per la connazionale I Hate Records e a quanto sembra sono in gran forma.

Il suono è più vintage che non si può, una commistione ideale di rock/psichedelia e N.W.O.B.H.M., pensate a un miscuglio ideale di gente come Pentagram, Trouble, The Obsessed, Satan, Blitzkrieg e Iron Maiden. Le due anime, primordiale e quella che si stava evolvendo nel nascituro mondo metallico, vengono fuse e infuse in canzoni in cui una componente emotiva struggente si fa strada con dirompenza ("Empty Hand" e "Empty Words"), altri brani ti fanno bramare d'esser in una sconfinata e solitaria autostrada da percorrere ad alta velocità su una Harley dirigendoti verso il tuo sogno proibito ("In The Arms Of Death" e "I Don't Belong") altri ancora modificano la pasta di cui sono composti accelerando e decelerando improvvisamente ("Someone Else's Share" nel quale spicca un lungo e bellissimo momento dedito alla solistica).

Come avrete capito i Rise And Shine non si sono fossilizzati, hanno continuato anno dopo anno a raccogliere, rivedere e interpretare le radici del mondo musicale a cui appartengono rendendole consone alla proposta doom oriented che è il loro cibo preferito.

La stupenda voce di Josabeth Leidi a metà fra una Janis Joplin e Marianne Faithfull (per chi non ricordasse quest'ultima credo che la presenza nel video dei Metallica di "Memory Remains" potrebbe quantomeno darvi indicazione fisica di chi sia l'artista in questione) è qualcosa di eccezionale, a) per il modo in cui si distacca dallo stilema suadente/evocativo perfetto per un certo tipo di doom, Alia e i Blood Ceremony potrebbero essere l'esempio più adatto in tal senso, b) perché immette anche nei momenti più scuri e decadenti una fioca luce che fornisce una "speranza" di riuscita all'interno di un contesto per lo più malinconico, grigiastro, in più di un pezzo noterete questa peculiarità che la contraddistingue, il trittico composto da "King Cliff", "Harmony And Noise" e la carezzevole acustica "Dirty Tricks" le permette di esprimere al meglio le sue potenzialità.

L'album si conclude rialzando i toni e puntando su una dose massiccia di heavy in "Another Trouble Mind" e "Too Much, To Fast, Too Loud".

"Empty Hand" è dedicato a tutti gli appassionati del suono vintage, di quell'epoca che fortunatamente è ancora viva nelle menti di tanti musicisti che ne onorano i fasti proponendone la personale e frequentemente indovinata interpretazione, fra questi i Rise And Shine sono fra coloro che meritano i vostri soldi, un lavoro così è un peccato non possederlo originale. Buy or die!

 

Facebook Comments