ROADOG – Reinventing The Wheels

Gruppo:Roadog
Titolo:Reinventing The Wheels
Anno:2018
Provenienza:Finlandia
Etichetta:Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. The Hunt
  2. Reinventing The Wheels
  3. Demon Of Satisfaction
  4. Fifteen Pounds
  5. Apollean Sands
  6. Empire
  7. Immoral / Immortal
  8. Red Angels
DURATA:35:19

Qualche mese fa i finlandesi Roadog hanno debuttato sulle nostre pagine, grazie allo split con i colleghi Orbiter: il vinile, in formato 7’’, ospitava il brano “Reinventing The Wheels”, tratto dal disco omonimo di fine 2018 con cui vi delizieremo oggi.

Il carismatico terzetto di Espoo è in attività dal 2013 e impegnatissimo dal punto di vista dei concerti in giro per la capitale e dintorni. Basta infilare Reinventing The Wheels nel lettore per essere travolti da un’ondata di stoner nella sua declinazione più rozza, primordiale e rock, concentrata in otto tracce di altissimo livello sia per i contenuti che per la cura degli effetti e del missaggio, cosa che per una band che produce la propria musica in maniera indipendente non è poi così scontata. Spero che l’energia di “The Hunt” e “Fifteen Pounds”, due dei brani che preferisco, sia sufficiente a far rizzare le orecchie a qualche etichetta degna di nota, ché la Finlandia ne è non piena, deppiù.

Tra continui crescendo strumentali, campanacci (“Apollean Sands”) e la voce di Krisu ad avvolgere il tutto, bastano pochi minuti per renderci conto che i Roadog suonano familiari, un po’ perché le influenze di Kyuss, Fu Manchu, High On Fire, Wolfmother e tutti i grandi nomi del genere in questione sono inequivocabili, un po’ perché chi come me ama lo stoner non può non sentirsi nel proprio ambiente. Anche quando il ritmo rallenta leggermente e le atmosfere si inspessiscono, come in “Empire”, la sensazione di ascoltare proprio il disco di cui si aveva bisogno rimane.

Reinventing The Wheels non è solo un ottimo album di un gruppo che ha calcato diversi palchi, è anche un debutto. Ho dovuto accertarmi che fosse così, prima di metterlo nero su bianco, perché l’impressione invece è di trovarsi davanti a un trio di una certa maturità artistica e non alle prime armi. In un mondo pieno di band emergenti che cercano di ritardare il più possibile l’esperienza dal vivo, è bello sapere che esiste ancora gente che preferisce farsi prima le ossa davanti a un pubblico, numeroso o scarso che sia. È così che nasce l’ispirazione, è così che si cresce. Ottimo lavoro, cari Roadog. Che i vostri motori siano sempre scaldati al punto giusto.

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