ROBY TAV & TIZIANA RADIS – The Secret Wood Tales

 
Gruppo: Roby Tav & Tiziana Radis
Titolo:  The Secret Wood Tales
Anno: 2010
Provenienza: Italia
Etichetta: Black Widow Records
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TRACKLIST

  1. The Secret Wood Tales
  2. Senza Tempo
  3. La Dama Bianca
  4. Autumn Wind
  5. Mirror Of Light
  6. The Silver Wood
  7. Moon Lake Fairies
  8. Ocean Of Butterflies
  9. The Forest Awakening
  10. God Of The Forest
DURATA: 46:18
 

Due artisti eclettici e particolari si uniscono: cosa ne viene fuori? "The Secret Wood Tales". L'album di debutto del progetto di cui sono l'anima Roby Tav e Tiziana Radis è decisamente fuori dagli schemi: suona gothic, suona folk, non disdegna le atmosfere da fiaba (e lo sappiamo che i racconti nell'era antica non sempre concludevano la vicenda con un lieto fine; leggete le versioni originali dei Grimm a esempio) e un pizzico di elettronica.

L'incantevole introduzione "The Secret Wood Tales" ci conduce per mano alla vera apertura del disco affidata a "Senza Tempo", dalle tonalità plumbee e al cui interno si cela un gioco di voci che si doppiano. Tiziana è la regina della scena e lo conferma affascinando l'ascoltatore nella successiva "La Dama Bianca" dai risvolti suadenti. Il panorama bucolico che si viene a delineare ci avvolge, accarezza e accompagna. L'uso delle tastiere e delle chitarre acustiche curate da Roby incrementa il fascino di questa foresta fatta di suoni e vocalità leggiadre e cristalline; cantato che non si limita all'idioma italiano e inglese, in quanto figurano anche accenni di francese in "Autumn Wind".

Il comparto ritmico, pur rimanendo una presenza mai ingombrante e di frequente minimalista, possiede comunque un paio di momenti in cui il raggio d'azione diviene più importante: "The Silverwood" nel suo decadere mostra attimi di vivacità scura apprezzabili, mentre è di nuovo la voce di Tiziana a conquistare, tessendo una ragnatela nella quale è possibile precipitare sapendo di essere (forse) al sicuro.

Per quanto fuori dal canonico stile dark, non propriamente gothic e folk solo a tratti, ma avendo in sé geni dei generi citati, il disco tira fuori il cosiddetto asso nella manica con l'ultimo "God Of Forest". Il pezzo inserisce in una intelaiatura inizialmente acustica dapprima sezioni elettroniche cupe, poi un flauto che dà quel tocco di naturalistico per non perdere del tutto il contatto con l'aura silvestre sin lì emanata; un misto fra Jean Michel-Jarre ed Enigma.

"The Secret Wood Tales" è un diversivo intrigante per chi come il sottoscritto preferisce ascoltare per la maggior parte del tempo metal pesante ed essere assorbito da atmosfere più nere e claustrofobiche, mentre troverà riscontro certo fra gli appassionati delle sonorità da favola. In entrambi i casi dopo un paio di giri nello stereo la voglia di acquistarlo potrebbe scattare, il che non sarebbe un male.

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