ROCKING CORPSES – Rock'N'Rott

ROCKING CORPSES – Rock’N’Rott

Informazioni
Gruppo: Rocking Corpses
Titolo: Rock’N’Rott
Anno: 2012
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Abyss Records
Contatti: facebook.com/RockingCorpses
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro – Into The Grave
2. Up From The Grave
3. Necropolis
4. For Better For Worse
5. Take A Whiskey
6. Life For A Life
7. 925
8. Rocking Corpses
9. In The Dead Of Night
10. Necrophiliacs
11. Dead End

DURATA: 44:40

Death metal e rock insieme? Direi che non è una novità, i Carcass sono stati dei precursori per tanti, chi non ricorderà le feroci critiche a “Swansong” poi rivalutato da moltissimi e gli esperimenti in tale ambito apportati dal genio svedese Dan Swano nei lavori degli Edge Of Sanity? Come definire se non rock brani come “Black Tears” e “Losing My Self”? Sono soltanto due ma probabilmente fra i più eclatanti e conosciuti casi da poter prendere in considerazione.
Oggi fra le mani mi ritrovo “Rock’N’Rott”, il cd di debutto dei finnici Rocking Corpses, classica formazione a tre che vede Tony D.K. occuparsi della voce in growl e delle linee di chitarra, Leper Laze della voce pulita e del basso e Vile fornire ritmo e grinta dietro le pelli; a quanto pare però quest’ultimo non era ancora membro della band al momento dell’uscita, ne ha curato la parte grafica ma la batteria è suonata da D.K.
L’album più che sulla trinità sacra “sesso, droga e rock’n’roll” punta su quella “sesso, morte e rock’n’roll”, la tracklist è un escamotage interessante da inserire in una fase di stanca, magari dopo che ci si è martellati alla grande con una serie di produzioni ultramarce o hyper-fast. È una via di mezzo che permette all’amante del death metal di non abbandonare del tutto il mondo fatto di incubi, decadimento morale e fisico nel quale ama sguazzare, aprendo però, seppur in parte, le porte al fascino del rock. Come si fa a non godere con una “Dead End” della quale Lemmy andrebbe fiero o ascoltare l’introduzione di “Up From The Grave” e pensare col sorriso sulle labbra “WTF? Assomiglia o no un bel po’ a “Personal Jesus” dei Depeche Mode?” Quella sensazione perdura per tutto il brano che scorre e ti conquista per la sua immediatezza, grazie anche a un piacevole ritornello pulito.
Lo stesso discorso sull’impatto repentino e ammiccante vale anche per “For Better For Worse” che combina una discreta dose di decisione a un appeal catchy che diviene addirittura radiofonico nella cantabilissima “925”; aggiungiamo poi una “Necrophiliacs” che fa un po’ il verso ai Danzig, dotata pure di qualche scanalatura blues, un po’ di Black Sabbath sparsi qua e là e “Rock’N’Rott” raffigura in toto ciò che è realmente: un diversivo, suonato, eseguito e vissuto per far liberare e alleggerire l’ascoltatore. Buona musica senza pretese, ottima cosa.
Parliamoci chiaro, qui il death è veramente poco e il rock veramente tanto, la bilancia si sposta decisamente su questo versante in più circostanze, è un male? No, è una fusione di due stili che se connessi in maniera alcolica e godereccia riescono a sfoggiare delle prestazioni che lo stereo accetta di buon grado e quella dei Rocking Corpses è fra queste.
Siete disposti e abbastanza aperti da sollazzarvi con ascolti simili? Se la risposta è sì, accendete l’impianto, sparate il volume a livelli astronomici e prendete una bella bionda o meglio due, non si sa mai, volano via in fretta passando del tempo in compagnia di questi finnici scatenati.

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