ROME – Le Ceneri Di Heliodoro

Gruppo:Rome
Titolo:Le Ceneri Di Heliodoro
Anno:2019
Provenienza:Lussemburgo
Etichetta:Trisol Music Group
Contatti:Sito web  Facebook  Youtube  Instagram  Spotify
TRACKLIST

  1. Sacra Entrata
  2. A New Unfolding
  3. Who Only Europe Know
  4. The West Knows Best
  5. Feindberührung
  6. Fliegen Wie Vögel
  7. One Lion’s Roar
  8. Black Crane
  9. La Fin D’Un Monde
  10. The Legion Of Rome
  11. Uropia O Morte
  12. Desinvolture
DURATA:44:52

Specchio della società odierna: così si potrebbe definire Le Ceneri Di Heliodoro, nuova creatura del buon Jerome Reuter, persona inscindibile dal suo progetto Rome con il quale impartisce neofolk dall’ormai lontano 2006. A un anno esatto dalla pubblicazione di Hall Of Thatch, lavoro al tempo stesso introspettivo e apocalittico figlio dell’incarnazione cantautoriale di Reuter, il lussemburghese torna in parte sui suoi passi con svariati accenni alla produzione pre-2012.

Se la vena politica di Reuter, in passato, è stata sempre filtrata dalla sua anima di cantastorie senza esprimere la propria opinione più di tanto, in quest’ultimo lavoro è inevitabile trovare un qualcosa di più, frutto di un’attenta osservazione di quanto ci succede intorno: viviamo tempi difficili, irrequieti, in cui i popoli si appellano a uomini autoritari per trovare facili soluzioni e rimedi alle proprie paure. Le Ceneri Di Heliodoro è proprio questo: uno spaccato della società europea contemporanea ma che, allontanando un po’ la lente di ingrandimento, mette alla luce dinamiche naturali dell’umanità.

Un certo ritorno alla marzialità d’altri tempi si intuisce già dalla copertina e dall’apparente rigidità strutturale del disco, suddiviso in due sezioni (“Apertura” e “Clausura”), a rappresentare ascesa e caduta di regimi e uomini al potere. La prima metà si apre con la magniloquente “Sacra Entrata”, ricca di organi e arrangiamenti di ampio respiro, una chiamata alle armi in vista di “A New Unfolding”. Si tratta di una prima sezione dal costante crescendo emotivo, un compendio delle paure dell’uomo moderno che vede minacciata la sua identità, come recitato in “Who Only Europe Know”An endless ocean of bodies / May well swallow it all»); una continua ascesa fino all’inevitabile azione in “Fliegen Wie Vögel”, solo che gli uccelli in questione sono scintillanti bombardieri. Dopo di ciò, l’inesorabile declino con “Clausura”: il popolo si vede voltate le spalle, non resta altro da fare se non guardare la propria nazione abbandonata a se stessa. Il singolo bello e orecchiabile “One Lion’s Roar” è l’illusione prima della presa di coscienza con “The Legion Of Rome” e “Uropia O Morte”.

Avrete già capito che Rome, questa volta, non è andato per il sottile. La rappresentazione della cruda realtà odierna è tagliente e il tutto è raccontato tramite un saliscendi di sonorità caratterizzato da un equilibrio tra la vena più cantautoriale, come ad esempio il folk di “The West Knows Best” (un riferimento alle relazioni tra il Vecchio Continente e gli Stati Uniti di Trump) e la già citata “Who Only Europe Know”, con una voce à la Roger Waters, e rimandi al passato, a detta dell’artista del tutto spontanei e per i quali è superfluo fornire degli esempi in quanto disseminati lungo il lavoro. Dualità arricchita da svariate voci che danno il loro contributo: quelle dei coniugi Erin e Katrin Powell degli Awen, duo neofolk texano, altre in lingua italiana e tedesca e pure un campionamento del famigerato discorso del conservatore britannico Enoch Powell contro l’immigrazione, Rivers Of Blood.

Le Ceneri Di Heliodoro è un’opera diretta ma non superficiale, con un’anima europeista di fondo. Il disco giusto al momento giusto: all’alba di questo 2019, in un periodo quanto mai povero di certezze, è bene avere qualcosa che sia un’istantanea del panorama attuale, che non esprima necessariamente un’opinione ad alta voce, ma che la lasci intuire chiaramente, e che metta l’uomo comune dinanzi allo scontato esito di questi fenomeni sociali.

Facebook Comments