RORCAL – Monochrome

 
Gruppo: Rorcal
Titolo:  Monochrome
Anno: 2008
Provenienza:  Svizzera
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Monochrome
DURATA: 35:15
 

Un ep monotraccia, dal quale viene trasmesso un solo colore. La confezione è molto scarna, nonostante sia un'edizione limitata. Trasparente, una semplice scritta "Monochrome". Sembrerebbe anche una presa in giro se non fosse che dopo più di cinque minuti di atmosfera sonora inizia la traccia vera e propria. Oggi sono impaziente, scusate.

I Rorcal mi avevano abituato ad una certa violenza meditata, quella formula post-metal elaborata nel più marmoreo dei modi. In questa produzione si fanno più prodighi verso le sperimentazioni, tanti ospiti d'onore per dare vita ad un prodotto particolare, stravagante, anche rischioso.

Una voce femminile che allieta un pianoforte combinato ad un sintetizzatore, il tutto commentato dal già conosciuto tocco di batteria e dal nuovo eccezionale interlocutore: un sassofono. Non mancherà però l'evocativo inhale vocale di Christophe. Blues e doom distorto. Melodia e dissonanza.

È difficile descrivere questo Ep, barocco e spartano allo stesso tempo, senza dubbio è piacevole (si tratta comunque di sludge/core) ma è talmente diverso dalla canonicità degli AmenRa che sembra provenire da un pianeta diverso dalla Terra. "Monochrome" ha qualcosa di umanoide. Questi minuti pervadono l'ascoltatore, sono paragonabili al "Leng Tch'e" di Zorn sotto il nome dei Naked City. Fondeteli però alla naturale voracità e calibrata ruvidità dei Rorcal.

È un'uscita più leggera delle altre, per la sinistra melodia che emette l'incrocio tra i Rorcal e gli ospiti, ma non per questo è più assimilabile, vi assicuro che impiegherete svariati ascolti prima di ricevere ogni onda sonora come benvenuta nelle vostre membra. Eppure questa stravagante e nebbiosa sperimentazione serve a prepararsi per quello che sarà "Heliogabalus" (lo aspetto con nervosismo quasi): un'unica e dolorosa traccia picchiata come da un ginocchio al nostro stomaco.

 

 

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