RORCAL – The Way We Are, The Way We Were, The Way We Will Be

 
Gruppo: Rorcal
Titolo:  The Way We Are, The Way We Were, The Way We Will Be
Anno: 2007
Provenienza:  Svizzera
Etichetta: Sigma Records
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TRACKLIST

  1. Duplicate The Stream Theora
  2. Landscape (Part One)
  3. Dick Morente
  4. Landscape (Part Two)
  5. Seven Suns
DURATA: 29:33
 

Sembra proprio che la formula doom, sludge e hardcore stia prendendo piede in Europa. Contando un po' di band del Vecchio Continente si rimane presto stupiti dalla grande qualità alla quale ci stiamo abituando: AmenRA, Year Of No Light, Lento, Titan, Callisto. Insomma non c'è da morire di solitudine in quest'ambiente musicale, avevamo già trattato di una band svizzera tempo fa, i Le Baron Vampire, ma qua il paragone non va nemmeno fatto. Non si possono infatti mettere a confronto i ragazzi di Losanna con questi di Geneva.

Si chiamano Rorcal e sono duri come una roccia. Se non avete mai ascoltato questo tipo di metal iniziare con loro sarebbe un vero affare. Melodia cruda e cattiva che si presenta come una canzone degli Ahab nella prima traccia "Duplicate The Stream Theora". Ogni battito è asfissiante, ed ogni briciolo di ossigeno che viene a mancare costituisce l'estasi nervosa nella mente di chi sta affinando l'udito. Sentirete i nervi distendersi ad ogni riff che si interseca ad un altro, tritando le ossa di uno scheletro massiccio, una carcassa di vocals graffianti quasi gutturali per un collettivo appassionato della buona musica.

Due chitarre e un basso che non disdegnano la compagnia di un sintetizzatore per i campionamenti ambient più evocativi di "Landscape (Part One)", ricorderete il puro drone dei Sunn O))) . Le influenze degli Ahab sono percepibili da ogni suono, disperazione e affanno, questo traspare dalle loro tracce, e se in "Landscape (Part One)" viene rappresentata la ricerca del capodoglio, in "Dick Morente" quest'imponente mammifero viene scovato e ucciso sotto furiosi colpi di arpione dopo essere stato inseguito. La seconda parte di "Landscape" descrive invece l'allontamento vittorioso da quella pozza di sangue sull'oceano.

La traccia che chiude l'Ep è un bell'intreccio personale di hardcore, doom metal e post-rock intitolata "Seven Suns", graffianti e giovanissimi, questi ragazzi nel loro esordio avevano già le carte in regola per vincere.

 

 

 

 

 

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