RYE WOLVES – Species Battle In The Branches | Aristocrazia Webzine

RYE WOLVES – Species Battle In The Branches

Informazioni
Gruppo: Rye Wolves
Titolo: Species Battle In The Branches
Anno: 2011
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: ryewolves.bandcamp.com – myspace.com/theryewolves
Autore: Mourning

Tracklist
1. Tearing At The Shapes
2. Hey David
3. Malnutrition Bends The Break

DURATA: 41:03

RYE WOLVES - Species Battle In The Branches Il sound down-tuned dei Rye Wolves torna a farsi vivo, sono passati tre anni dal debutto “Oceans Of Delicate Rain”, allora supportato dall’Aurora Borealis Records, ed ecco che finalmente possiamo ascoltarne il successore, “Species Battle In The Branches”, stavolta però il combo ha deciso di intraprendere la strada dell’autoproduzione, non ne conosco i motivi ma il risultato è ciò che da loro mi attendevo.
Tre tracce, tre pesantissime tracce di doom/sludge influenzato dal core e dalla psichedelia che scavano solchi a non finire, che s’inabissano permettendo di fuoriuscire solo alla voce fottutamente posseduta.
Parliamoci chiaro: le influenze di act quali Melvins, Bongzilla e Zoroaster non passano inosservate, è però una bella botta quella che il trio proveniente da Eugene (Oregon) ci serve su di un piatto d’argento opacizzato dalla corrosiva azione delle note grevi e acide presenti nelle canzoni.
Se le prime due canzoni, “Tearing At The Shapes” e “Hey David”, sono da ritenere vere e proprie frustate, seppur “abbordabili” anche da chi non propriamente abituato alla tensione rilasciata dal genere grazie a una durata lunga sì ma sopportabile in fin dei conti, il colosso, il vero colosso intitolato “Malnutrition Bends The Beak”, lunga il doppio rispetto alla seconda citata, è oppressivo, claustrofobico e per quanto tenda ad alleggerire il peso con fraseggi lievemente più “lucidi” rimane comunque una batosta non da poco, è altresì vero però che è qui che vengono palesati i piccoli difetti di una produzione un po’ troppo cruda.
Il songwriting è rimasto per lo più invariato, è facile notare come i brani siano ancora dotati di quella genuinità e quella semplicità che li privano di fronzoli per mantenere vivida la diretta connessione con l’ascoltatore, peccano invece per quanto riguarda la personalità, c’è da lavorare per potersi ritagliare uno spazio che in tal senso sia definibile “proprio”.
I Rye Wolves risultano però una volta di più una certezza per chi ama e gode di release di questo stile, sono musicisti e appassionati fidati.