SABBAT – Bloody Countess

 
Gruppo: Sabbat
Titolo:  Bloody Countess
Anno: 2011
Provenienza:   Giappone
Etichetta: FOAD / Scareystore
Contatti:

Myspace

 
TRACKLIST

  1. Welcome to Sabbat / Splatter
  2. Bring Me the Head of Satan
  3. Bloody Countess
  4. Panic in the Head
  5. Poison Child
  6. The Egg of Motley (Madara no Tamago)
  7. Children of Hell
  8. Possessed the Room (Kanashibari Part 1)
  9. Bloody Countess
  10. Immortality of the Soul
  11. Children of Hell
  12. Bring Me the Head of Satan
  13. Wolf Man
  14. Mion's Hill
  15. Headbangers
  16. C.O.E.
  17. Panic in the Head
  18. Possessed the Room (Kanashibari Part 1)
  19. Mion's Hill
  20. Immortality of the Soul
  21. Splatter
  22. Welcome to Sabbat / Panic in the Head
  23. Wolf Man
  24. Lady Lust (Venom cover)
  25. Welcome to Hell (Venom cover)
  26. Panic in the Head
  27. Welcome to Hell (Venom cover)
  28. Long Way to the Beyond
  29. Black Metal (Venom cover)
  30. To Hell and Back (Venom cover)
  31. Countess Bathory (Venom cover)
  32. Sacrifice (Venom cover)
  33. Welcome to Hell (Venom cover)
  34. In League with Satan (Venom cover)
  35. Intro / Welcome to Sabbat
  36. Poison Child
  37. Children of Hell
  38. Black Fire
  39. Immortality of the Soul
  40. Mion's Hill
  41. Satanic Rites
  42. Curdle the Blood
  43. Crest of Satan
  44. Poison Child
  45. Immortality of the Soul
  46. Hellfire
  47. Black Fire
  48. Mion's Hill
DURATA: 222:39
 

Gli ultimi due o tre anni sembra che siano stati dedicati ai maniaci alla ricerca di registrazioni rare. Grazie a case come la FOAD oppure la HRR anche i loro sogni più lubrici e perversi si stanno realizzando. Fortunatamente le persone competenti che operano nel retroscena di queste etichette pensano allo stesso modo degli ascoltatori e il motto "da fans per fans" prende davvero vita; si presenta sotto forma di dischi pieni d’informazioni dettagliate. Un tale impegno manca sfortunatamente durante la preparazione di gran parte dei lavori pubblicati oggi.

Chi di voi può affermare con sicurezza di possedere la discografia completa dei Sabbat, eroi del black thrash giapponese? Pochissimi probabilmente. Il gruppo dal Sol Levante vanta una lista lunghissima di uscite ufficiali, e ancora più vasta di bootleg, che è il risultato di quasi trent’anni di lavoro e passione.

La casa torinese FOAD Records ha pubblicato nel 2011 questo digi-book di lusso contenente tre CD pieni zeppi di registrazioni rare o inedite, datate dal 1983, qui ancora sotto il nome Evil, al 1987 con pezzi apparsi poi sulla cassetta demo intitolata "Bloody Countess". I maniaci, feticisti di catene, chiodi, cuoio e cartuccere, i fanatici di storia metal e altri ospiti del reparto psichiatrico troveranno molto da sfogliare e leggere; non solo un estratto da una fanzine v’incuriosirà (questo purtroppo davvero piccolo da leggere in formato CD) ma anche diverse fotografie dell’epoca che celebrano l’esaltazione per le pose e mostrano un catalogo di abbigliamenti davvero scurrili. In poche parole imparerete che cosa significhi il termine "true". La scaletta ci offre l’ascolto di un gruppo che non era ancora maturo, in quegli anni non era davvero necessario esserlo, ma pieno di sé e voglia di vincere. Le tracce non sono ordinate cronologicamente e per prime ascoltiamo allora le canzoni di quello che diventerà "Bloody Countess", titolo che definisce anche il nome della collezione. Passiamo al secondo CD per rivivere un poco dello spirito d’allora. Gran parte delle piste sono cover dei Venom che dimostrano quanta influenza avesse in quegli anni questo gruppo britannico in tutto il mondo metallico. Indubbiamente interessante è il terzo disco che contiene delle tracce incise durante due concerti in Giappone, uno nel 1986 e l’altro nel 1987. È difficile per i più giovani realizzare cosa significasse ascoltare metal in quel periodo in Europa; non oso pensare a quanto fosse ridotta l’offerta in Giappone. Immagino che il pubblico fosse davvero grato di poter assaporare il gusto di un poco d’acciaio durante un sabato sera. L’impressione datami da queste testimonianze possenti e piene di violenza attizza la mia fantasia e mi convincono che i fanatici presenti siano rientrati a casa estenuati ma soddisfatti.

È quasi inutile ricordarlo ma, per evitare una delusione ai lettori con gli orecchi fini, voglio dirvi di non dimenticare che questi nastri furono registrati più di un quarto di secolo fa e, nonostante la qualità sia buona, non è da paragonare a lavori in studio. Piccola pecca che ho trovato, e che spero sia solo propria della mia copia, è la rilegatura debole: il libretto si stacca già ora dalla copertina.

Lascio a voi il piacere di scoprire questo pezzo di storia e di cultura metallica.

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