SABHANKRA – Seers Memoir

 
Gruppo: Sabhankra
Titolo: Seers Memoir
Anno: 2014
Provenienza: Turchia
Etichetta: Haarbn Productions
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TRACKLIST

  1. Pyron
  2. Against The False Gods
  3. We March
  4. Seers Memoir
  5. The Windshaper
  6. Time Of War
  7. Dancing With Death
  8. Fate Is Already Written
  9. A Star To Shine
  10. Easing The Pain
DURATA: 60:59
 

Non sono il più grande fan del death metal melodico — specialmente quando si accosta alle forme power à la Wintersun — ma devo ammettere che i Sabhankra hanno suscitato il mio interesse, se non altro per la provenienza relativamente insolita e una buona cura del prodotto in generale. Dopo un album di esordio datato 2006 per la turca Atlantis Müzik e svariati EP pubblicati indipendentemente, ecco l'approdo alla russa Haarbn Productions per il secondo disco in studio. L'etichetta aveva già dimostrato interesse verso alcuni progetti dell'Asia occidentale e dell'Africa settentrionale e a fine 2014 ecco che "Seers Memoir" ha visto la luce. Copertina molto essenziale, tutta in bianco e nero con il logo della band che sembra vegliare su una figura incappucciata accompagnata da un falco.

L'apertura strumentale "Pyros" introduce così un'ora di musica di guerra, condita da riff che seguono principalmente quanto sentito nel genere dagli anni '00 in poi. Tra gli episodi più orecchiabili e riusciti cito sicuramente "Against The False Gods" e "Fate Is Already Written" (purtroppo trascinato un po' troppo a lungo), positiva la prova alla voce di Savaş Sungur se vi piace lo stile. Le cose rallentano considerevolmente in chiusura con "Easing The Pain", che mostra una faccia vista abbastanza poco nel resto del disco e che forse avrebbe potuto aggiungere ricchezza di contenuti se sfruttata di più.

I Sabhankra confermano quindi di conoscere molto bene l'area musicale di appartenenza, ma non sono riuscito a trovare dei solidi motivi che giustificassero un'ora di musica, vista la tutto sommato scarsa varietà messa in campo. Lavorando di più sulla sintesi compositiva (alcuni pezzi sono davvero lunghissimi) e con una maggiore diversità sonora (solo intravista a brevi sprazzi qui e lì), potranno ritagliarsi una buona fetta di ascoltatori. Questo disco tuttavia resta consigliato strettamente a chi gradisce queste sonorità.

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