SACRED SIN – Eye M God

 
Gruppo: Sacred Sin
Titolo: Eye M God
Anno: 1995
Ristampa: 2015
Provenienza: Portogallo
Etichetta: Satanath Records / Envenomed Music / Darknagar Records
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. Evocation Of The Depraved
  3. Inductive Compulsion
  4. Eye M God
  5. Death-Bearing Machine
  6. The Nighthag (Nocturnal Queen)
  7. One With God
  8. Guilt Has No Past
  9. A Human Jigsaw
  10. Link To Nothingness
  11. Dead Mind Breed
  12. The Endless Path Of Hecate
DURATA: 46:37
 

La Satanath Records è un'etichetta underground particolarmente attiva e che spesso collabora con altre sue simili, per portare al nostro udito realtà di primo pelo così come lavori datati e per lo più dimenticati o comunque noti a una strettissima cerchia di appassionati. Quest'ultima circostanza mi permette di scrivere del secondo album dei portoghesi Sacred Sin, band death metal sorta agli inizi degli anni Novanta della quale onestamente avevo solo sentito parlare da qualche conoscente e amico.

"Eye M God" è stato originariamente rilasciato nel 1995 tramite la conterranea Dinamite, nel 2015 ha quindi festeggiato il ventesimo anno dall'uscita e la celebrazione ha assunto forma concreta grazie al prodigarsi della Satanath coadiuvata dall'ucraina Envenomed Music e dalla russa Darknagar Records. Questa unione ha dato vita a una ristampa alla quale è stata fornita una nuova veste grafica (copertina, retro e libretto informativo) così come un nuovo aspetto sonoro, oggi un po' più moderno e ripulito, ma comunque elaborato in modo da preservare la grinta e la genuinità novantiane.

Il disco in questione contiene trequarti d'ora abbondanti di death-thrash atmosferico alquanto vario come impostazione, influenzato da grandi nomi quali sono Malevolent Creation, Death, Sadist, Nocturnus, Slayer e chissà quanti altri ve ne potrebbero venire in mente. La scaletta mostra di possedere più di un paio di tracce capaci di soddisfare l'ascoltatore, sfoderando una discreta dose di carattere, orecchiabilità e carica ambientale. Mi riferisco alla tripletta della prima parte composta da "Eye M God", "Death-Bearing Machine" e "The Nighthag (Nocturnal Queen)" e alla doppietta formata da "A Human Jigsaw" e "Link To Nothingness". È poi altrettanto piacevole il modo in cui è stato calibrato l'inserimento dei pezzi strumentali, posti a fare da spartiacque: "One With God" e a segnare la chiusura del lavoro "The Endless Path Of Hecate".

I Sacred Sin erano — probabilmente sarebbe meglio dire sono, dato che la compagine è ancora in vita — attrezzati per dire la propria e "Eye M God" sarebbe quantomeno da riscoprire o proprio da scoprire. Forse mancano quella genialità e quella capacità di imprimere al brano il cambio di passo in corsa che ti rapisce, doti presenti a esempio nei lavori di Schuldiner e Browning, ma sa di certo difendersi con destrezza e queste dodici canzoni lo dimostrano.

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