SACRILEGIOUS IMPALEMENT – First Three Nails

SACRILEGIOUS IMPALEMENT – First Three Nails

 
Gruppo: Sacrilegious Impalement
Titolo: First Three Nails
Anno: 2015
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Satanath Records
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TRACKLIST

  1. Total Annihilation
  2. Holy Terror
  3. Eternal Agonies
  4. Sacrilegious Impalement
  5. Infinite Darkness
  6. Prophet Of Misanthropy
  7. Eternal Agonies
  8. World In Ashes
  9. Behead The Infants Of God
DURATA: 49:47
 

Le raccolte sono spesso una faccenda un po' così… Da un lato abbiamo i veneratori di un gruppo underground — vecchio o nuovo che sia — e dall'altro i collezionisti di ogni versione possibile di un disco. "First Three Nails" è piuttosto pane per la prima categoria di ascoltatori, poiché contiene le limitatissime prime tre uscite dei finlandesi Sacrilegious Impalement: il demo del 2006 "Total Annihilation", l'EP "Sacrilegious Impalement" del 2007 e infine il sette pollici "World in Ashes" uscito l'anno dopo.

Il trio di Lahti, conosciuto per la sua vena teatrale in sede live, si presenta legato alla tradizione Black Metal svedese, lasciando trasparire all'inizio qualche tocco norvegese di stile Urgehal. Con il passare dei tre anni coperti da questo CD, Re Wasa domina però sempre più il campo di battaglia. In questo periodo si registra anche una leggera evoluzione esecutiva. Durante il suo tragitto il gruppo preferisce non fissarsi troppo su una direzione precisa, ma passeggia al mercato e gusta un po' da ogni bancarella, attaccando i timpani con sclerate in velocità, offrendo invece tetra maestosità con "Infinite Darkness", per giungere poi a una prestazione piuttosto Black'N'Roll come "Behead The Infants Of God".

La forza dei Sacrilegious Impalement risiede nel saper mettere in equilibrio velocità e parti emozionanti più lente. Questa qualità compensa un certo anonimato delle canzoni e sarebbe piuttosto da gustare a un concerto, muovendo il capo ai ritmi intensi, tenendo magari in mano una birra fresca.

"First Three Nails" interesserà tanto agli amici del trio finlandese — qui ancora alla ricerca della propria identità — quanto ai tradizionalisti restii all'innovazione che preferiscono ascoltare Black scandinavo artigianale di ottima fattura.

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