SADAEL – Diary Of Loss

 
Gruppo: Sadael
Titolo:  Diary Of Loss
Anno: 2010
Provenienza:   Russia
Etichetta: Solitude Productions
Contatti:

Facebook Soundcloud

 
TRACKLIST

  1. Attraction
  2. Particies
  3. Loss
  4. Above The Doom
  5. Regret
  6. Selfless
  7. > Circle Of Life
DURATA: 48:50
 

Avevo già incrociato la figura del musicista armeno Sadael nell'occasione in cui recensii uno dei tre lavori usciti nel 2010, "Essence", adesso mi ritrovo fra le mani quello che avevo ascoltato insieme al citato per approfondirne la conoscenza, "Diary Of Loss", il primo dei capitoli di lunga durata sin qui pubblicati, l'ultimo è "Secret Doctrine" che come si usava dire al tempo della raccolta Panini: mi manca!

Facendo un paragone fra i due album che ho più volte fatto girare nello stereo, dopo vari passaggi posso affermare che la mia personale predilezione ricade proprio su questa prima prova. L'ambientazione delle tracce inquadra meglio la proposta funereo/gotica che il mastermind elabora, stranamente risulta anche più matura e meglio calibrata rispetto al successore che qualche falla, soprattutto in ambito di produzione, la poneva in bella mostra.

Il tocco gelido come il marmo di una lapide affidato ai sintetizzatori e alle note decadenti del pianoforte e le atmosfere colme di sofferenza hanno un punto in comune: "Particles". Entrambe le uscite possono infatti vantare la presenza dell'elegante brano strumentale ed è quest'eleganza e raffinatezza coniugata all'odore acre della morte a reggere le sorti di "Diary Of Loss", un album che mostra la parte più amara, ma suadente del tramontare. Un tramontare lento e con stile, un po' come se la signora in nero si fosse messa in ghingheri pronta ad accudire l'anima del malcapitato prima del finale destinatogli con l'armonia di "Loss" e la possenza del growl che marchia a fuoco "Attraction" a rappresentare solo due degli anelli formanti la stringente operazione da lei messa in atto.

L'aria si tinge di toni drammatici in una "Above The Doom" ritualistica, l'organo scandisce i secondi accompagnando le liriche severe di Sadael e se "Regret" per alcuni punti è accomunabile all'opener, le successive "Selfless" e "Circle Of Life" favoriscono la deriva sonora di stampo funeral aumentando la sensazione tombale, greve e dilatata nello svolgersi, la concentrazione va tenuta alta per non perdere il bandolo della matassa.

"Diary Of Loss" ci mostra le due facce di una medaglia, la prima malinconicamente triste, claustrofobica e avviluppata su se stessa quasi fosse una confessione dell'ultima ora recitata fra sè e sè, l'altra austera e spossante. In entrambi i casi la musica offerta è di difficile assimilazione e riscuoterà di sicuro l'interesse in primis degli appassionati e abituali fruitori di tali sonorità, tuttavia potrebbe rivelarsi una sorpresa anche per chi non sia proprio un amante di questa area del panorama a tinte scure.

In passato avete già avuto il piacere d'ascoltare uno dei lavori di Sadael? Se vi fosse piaciuto, non avrete problemi a godere di "Diary Of Loss", in caso contrario meglio evitarsi un tedio, per chi scrive molto intrigante, che vi ruberebbe solo del tempo utile a far altro.

 

Facebook Comments