SADISTIK FOREST – Death, Doom, Radiation

Informazioni
Gruppo: Sadistik Forest
Titolo: Death, Doom, Radiation
Anno: 2012
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Violent Journey Records
Contatti: myspace.com/sadistikforest
Autore: Mourning

Tracklist
1. Radiation Cloud
2. Fabrics Of Lies
3. Code For Liberation
4. Down Pours The Rain Of Blood
5. Pit Of Debris
6. Entrapment
7. It’s Raining Napalm
8. Lacking Capacity
9. Violent Confrontation

DURATA: 32:11

A due anni dal debutto omonimo recensito dal sottoscritto per Aristocrazia, troverete l’articolo qui, la band finnica dei Sadistik Forest si rigetta nella mischia col secondo capitolo intitolato “Death, Doom, Radiation”.
Cos’è cambiato? In pratica poco o nulla, la formazione è rimasta ciò che era, una coerente, cattiva e preparata band operaia che conosce il genere, l’ha fatto suo e ne celebra gli anni d’oro ancora una volta offrendoci un platter totalmente devoto alla fine degli anni Ottanta e ai primi bagliori della decade successiva.
Qualche aspetto a dir la verità più che subire un vero e proprio mutamento è stato affinato, le composizioni per quanto rievochino essenzialmente gli stilemi più classici, oltre al groove andante e all’uso sfrenato di mid-tempo come nel recente passato, stavolta mostrano un carattere sferzante e prestante più minaccioso, l’incedere diviene più veloce con un lavoro di doppia cassa e blast-beat ad opera del batterista Vesa Mutka che spinge con maggior insistenza.

Discorso similare lo si potrebbe intraprendere per il guitarworking corposo di Matti Salo e Antti Heikkinen, la prestazione delle due asce nella sua “normalità” non prevede sbavature, concessioni estreme al deja-vù sì, ma nulla che incida realmente in modo negativo, inoltre si lasciano andare in solo piacevoli e ben incastonati all’interno dei pezzi come accade sin da subito in “Radiation Cloud”.
Il platter è serrato, incazzato e compatto, trentadue minuti che non mollano la presa e che in più di una circostanza mettono a segno dei buoni ganci diretti al volto, si vedano episodi come “Code For Liberation” o le più brevi “It’s Raining Napalm” e “Lacking Capacity”. Non hanno insomma perso la voglia di sferragliare thrasheggiando e l’impostazione vocale di Markus Makkonen è persino migliorata nella commistione del growl con lo scream acido, avvalorando il peso dei brani con una prestazione che vi s’incassa perfettamente, la ruota dei Sadistik Forest gira ed è oliata a dovere.
Siamo di fronte a un piccolo ma sostanziale passo in avanti mantenendo la direzione prefissata, è old school che suonano e continuano a suonare in “Death, Doom, Radiation” e per quanto un album simile a molti, forse troppi ormai abituati a scaricare a manetta potrà risultare solo uno dei tanti usciti nel genere, sono del parere invece che lavori così siano le fondamenta di quella genuinità che il death non dovrebbe mai, nella maniera più assoluta, perdere o tenere di lato.
Siamo letteralmente inondati da band metalcore che s’intrufolano in questo panorama, da act che sono talmente “finti” che se tirassi il disco contro la parete correrei seriamente il rischio di venir colpito di rimbalzo, gente come i Sadistik Forest rappresenta quell’underground nella “media” che va avanti spinto dalla passione, zero compromessi, only death metal.
Come fatto per l’omonimo invito quindi gli appassionati dell’old school sound a dare una chanche anche a quest’ultimo parto dei finnici, sarà la musica a farvi decidere se siano o meno meritevoli del vostro seguito.

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