SADNESS – Leave

Gruppo:Sadness
Titolo:Leave
Anno:2018
Provenienza:U.S.A.
Etichetta:Flowing Downward
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TRACKLIST

  1. The Untouchable Words Between
  2. _____
  3. To Stay
  4. Te Amé
  5. Encontrarnos
DURATA:56:16

Esistono realtà surreali. Tipo i Kalmankantaja e la loro discografia. O i Mesarthim e la loro discografia. Oppure, e molto peggio, i Sadness e la loro discografia. Se i primi due nomi potrebbero magari esservi familiari, l’ultimo, quello della one man band messicana, forse non lo sarà affatto, ma dato che siamo qui a parlare del suo Leave, magari sarebbe meglio dire due parole al riguardo.

C’era una volta un giovane ragazzo che si faceva chiamare Elisa, oltre che Damián Antón Ojeda, e che, dall’alto dei suoi poco più che vent’anni, aveva a che fare con più band di quante donne potrebbe aver mai visto il pelato di Brazzers nella sua carriera; o forse no, ma insomma, ho reso l’idea. Tra le sole sette band ancora attive, alcune delle quali completamente autogestite, figura ovviamente il nome Sadness, con cui dal 2014 a oggi (quindi in neppure cinque anni) Damián/Elisa ha pubblicato tredici album, tre demo, quattro split, due EP e due compilation. Leave è stato rilasciato nel 2017 in digitale e qualche mese fa in formato fisico per la Flowing Downward, sottoetichetta di Avantgarde Music, e non è neppure l’opera più recente.

Ovviamente la quantità non è sempre indice o garanzia di qualità e non si può certo dire che ogni singola pubblicazione del nostro triste messicano sia stata una perla, ma senza ombra di dubbio la Flowing Downward ci ha azzeccato quando ha deciso di mettere la rabbia — o meglio, la depressione — di Damián sotto contratto, perché Leave è tutto fuorché un disco brutto o noioso. Ha forse un’unica controindicazione: puoi restarci secco. Atmosfere cupe e deprimenti, autostima sotto ai piedi, urla disperate e pianole romantiche: questo è il mix propostoci per tutta la durata dell’album. L’animo malinconico del progetto si sostanzia così in più di cinquanta minuti di malae vissuto anche peggio; come sviolinarsi i polsi con una lametta. Tutto molto bello, sì, ma qualche difetto, questo Leave, ce l’ha o no?

Ecco, mettiamola così: se superare lo scoglio della prima traccia (la quasi completamente strumentale “The Untouchable Words Between”) senza assumere antidepressivi è chiedere troppo, da “_____” in poi la strada è tutta in discesa. Verso cosa? Verso i venti e passa minuti di “Encontrarnos”, ovvero l’assalto finale a ciò che potrebbe essere rimasto della voglia di vivere dell’ascoltatore, in precedenza — giustamente — mutilata con tanto amore da “To Stay” e “Te Amé”.

Prima di assumere Sadness, leggere attentamente il foglietto illustrativo. Si sconsiglia l’ascolto ai deboli di cuore, alle donne incinte e ai più giovani di Damián Antón Ojeda stesso. Non riprodurre Leave più di una volta al giorno, lontano dai pasti; che dopo difficilmente consumerai. Conservare il disco lontano dalla luce del sole. Fare poi la stessa cosa con se stessi.

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