SAFFRONKEIRA – Automatism

Gruppo:Saffronkeira
Titolo:Automatism
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Denovali Records
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TRACKLIST

  1. Without Participation Of The Conscience
  2. Aesthetic Of Surrealism
  3. Atti Riflessi
  4. Fusiform
  5. Synchronicity
  6. Replication Without Variations
  7. Apophenia
  8. Volition
  9. A Pattern Didn’t Exist
  10. Conscious In Origin?
  11. Suppresses Conscious
  12. Without Keeping Memory Of It
DURATA:71:00

Geologo e minatore — in senso figurato — sono i mestieri di studio, indagine e fatica cui associo la figura di Eugenio Carìa, musicista sardo attivo dapprima in ambito techno e, dal 2012, in quello della ricerca sonora elettroacustica. Saffronkeira nasce dalla necessità di Carìa di esprimersi senza i limiti imposti da etichette specifiche, dopo un periodo affatto semplice dal punto di vista personale che è culminato proprio con l’immensa opera prima A Second Life (2012, Denovali Records). Geologo e minatore, perché Saffronkeira coniuga in una sintesi perfetta un grande lavoro preparatorio con una fase di scavo profonda e instancabile, è questo spirito ad animare anche l’ultimo disco del Nostro: Automatism.

Le tappe di questo percorso esplorativo hanno inquadrato con diverse focali la mente umana e i suoi processi, una miniera virtualmente inesauribile all’interno della quale stillano sensazioni e comportamenti talvolta patologici, capaci di aprire porte su ambienti vasti e affascinanti. Automatism, nella fattispecie, si concentra sull’origine automatica della creazione artistica, sulle cause e gli effetti inconsci che generano pulsioni e quindi sistemi estetici. Carìa si serve di un enorme bagaglio tecnologico (sia digitale che analogico), per dare forma ai suoi automatismi, e lo fa con la consueta cura per il dettaglio cui ci ha abituati, senza però smettere di sorprenderci. Le minuzie, l’attenzione maniacale per i dettagli gettano le basi per costruire un lirismo meno meditativo rispetto al passato (andate a ripescare Cause And Effect, album realizzato insieme al trombettista Mario Massa) e più austero. La sapienza di far dialogare linguaggi musicali lontanissimi, creando suoni alla cui origine è spesso difficile risalire, permette a Saffronkeira di sviluppare dei crescendo ariosi, facendoli poi esplodere — e implodere — in pattern ritmici ossessivi, e di farcire i pianissimo di sottigliezze apprezzabili solo in cuffia.

Automatism si presenta come un ascolto immersivo fin dalle prime note di “Without Participation Of The Conscience”, che possiede diversi tratti in comune con la conclusiva “Without Keeping Memory Of It”: il motivo ondeggiante sullo sfondo, per esempio, o il climax e l’anticlimax che sul pezzo finale sono solo più tenui ma non per questo meno d’impatto. L’album dà l’impressione di non finire mai sul serio, perché tiene viva la tensione nel corso della sua intera durata: ad “Atti Riflessi” segue la magniloquenza ai limiti del sinfonico di “Fusiform”, nella quale Carìa gioca con il tempo con la stessa imprevedibilità dell’Hilmar Örm Hilmarsson di Children Of Nature (se non lo conoscete beh, vedete di conoscerlo). “Apophenia” (una «immotivata visione di connessioni» secondo il neuropsichiatra tedesco Klaus Conrad) con il suo arpeggiator si chiude granitica, “Volition” è fluida e dilatata, mentre “Conscious In Origin?” con un altro crescendo magistrale incespica, barcolla sino ad auto-sabotarsi, aprendo la porta di “Suppresses Conscious” e del già citato brano finale.

Saffronkeira è gusto, sensibilità e perizia tecnica, e Automatism — che è accompagnato da un bellissimo artwork di Pietro Sedda — conferma l’estro personale di Eugenio Carìa: un punto d’incontro fra il cuore di Murcof e la mente di Alva Noto (per citare due influenze primarie evidenti), un crocevia che si trova su un’isola difficile da raggiungere, e per questo bellissima.

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