SAHARA SURFERS – Sonar Pilot

 
Gruppo: Sahara Surfers
Titolo: Sonar Pilot
Anno: 2012
Provenienza: Austria
Etichetta: Sound Zero
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. Underline
  3. Mass Crashing
  4. Fold Over
  5. Sonar Pilot
  6. Ganjalf
  7. Àenor
  8. Miles
  9. The Gentleman Aside
DURATA: 41:50
 

Per chi se li fosse persi, i Sahara Surfers tornano a far visita al nostro sito. Dopo la prima apparizione legata a "Spacetrip On A Paperplane" al tempo autoprodotto, è stavolta l'album "Sonar Pilot", rilasciato tramite l'etichetta di loro proprietà, la Soundzero, a condurre nella nostra direzione il gruppo austriaco.

Non hanno cambiato le direttive che guidano il suono, sono riconoscibilissime le influenze di gruppi quali Kyuss, Dozer, Colour Haze e una spruzzata di Fu Manchu che avevano costruito la fortuna del capitolo precedente, così come non è mutata la propensione a dar spazio alla voce di Julia Überbacher. La cantante è maturata, le sue linee sono più precise e ancor più evocative nei momenti giusti. Un confronto potrebbe essere fatto con la sua collega Lene dei Fuzz Manta, tra l'altro passati da poco tempo qui su Aristocrazia e commentati dal sottoscritto: onestamente preferisco Julia, che in più di un'occasione ricorda John Garcia nel modo di porsi sul pezzo e questa cosa mi piace da impazzire.

Stoner desertico, psichedelico e un'ondata di groove, tanto, tanto groove a condire le canzoni. La proposta è conosciuta, ben orchestrata e i brani posti in apertura ("Intro" e "Underline") la mettono subito sugli scudi, dapprima strumentalmente, evidenziando la passione per il genere che sgorga pulita e coinvolgente nell'incipit di un album che si rivelerà ricco di situazioni da trip, e successivamente con la cura apportata in sede di produzione, ancor più nitida rispetto a quella precedente, che esalta il lavoro del basso di Hans-Peter Ganner.

È un motore che ama variare il numero dei suoi giri quello dei Sahara Surfers, si passa dallo stoner d'attacco di "Mass Crashing" a "Fold Over", che sembra avere bisogno di tempo per carburare, prima di mostrare lo scoppiettare fuzz, sono infatti una chitarra pulita e la voce di Julia a dominarne la parte iniziale. "Sonar Pilot" è invece andante e altalenante nell'umore, fra pulizia e riffoni di presa sull'operato di batteria nervoso, svolto egregiamente da Michael Steingress, notatene il lavoro particolarmente nevrotico.

Un pezzo come "Ganjalf" mi ha un po' messo la pulce all'orecchio: è sempre di rock che si parla, affiora però una deriva post-grunge e vi sono alcune parti che portano a galla il nome dei Silverchair, quelli della primissima era di "Frogstomp" per intenderci, miscelati all'ondata stoner fattasi più corposa. Una pesante conferma di pesantezza giunge dai solchi groove scavati da "Aenor", alla quale segue "Miles" che per l'ennesima circostanza conduce alla testa un altro déjà-vu post-grunge, abbinato stavolta all'esecuzione delle linee di voce, rimandando ai Bush e a Gavin Rossdale. Tutto ciò è comunque gradito, addirittura potreste riscontrare scie degli A Perfect Circle nell'impostazione di "The Gentleman Aside": «aside» più volte ripetuto nel ritornello, per come è interpretato, cela una non velata somiglianza keenaniana? Solo dettagli, si parla di quello, è però vero che alle volte gli Austriaci risultano differenti e personali, rendendo proprio l'ascolto e la partecipazione in ambito di feeling con la musica.

Di certo i Sahara Surfers si sono tramutati da promessa in una realtà a tutti gli effetti, una sulle quali si può fare affidamento nel caso si decidesse di inserire nello stereo della buona musica. Dentro questo "Sonar Pilot" c'è davvero un miscuglio fantastico che va assorbito e goduto in più e più riprese. Continuate così ragazzi!

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