SAINT LIPS – Charm | Aristocrazia Webzine

SAINT LIPS – Charm

 
Gruppo: Saint Lips
Titolo:  Charm
Anno: 2011
Provenienza:  Italia
Etichetta: Red Pony Records
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TRACKLIST

  1. Savior
  2. Summer Rain
  3. Little Sister
  4. Wake Up
  5. 39 Stars
  6. A Hope
  7. White Fly
  8. Land
  9. Angel
  10. Losin' Control
  11. Fertile
  12. Yourself
DURATA: 36:55
 

L'italiano in genere ha il vizio di lamentarsi, per qualsiasi cosa c'è un motivo per cui scatenare la rottura di turno, per quanto riguarda il nostro panorama musicale la critica che continuamente sento ripetere è che siamo carenti di band che dimostrino d'avere qualità e passione, peccato che tale parere sia mosso solitamente da chi non va oltre le classifiche di gradimento stilate grazie a compratori che seguono programmi come Amici e X-Factor.

La Penisola regala e ha regalato in passato perle di grandissimo valore dai Diaframma ai Movida, dai R.A.F. agli Afterhours — quelli prima versione, personalmente gli ultimi non riesco a digerirli, mattonate — e i Ritmo Tribale troppo spesso messi malamente in secondo piano per non citare i soliti Litfiba del periodo in cui Pelù non era ancora per nostra fortuna un "Toro Loco", la scena si è alimentata della voglia di suonare rock ma bisogna andare oltre la coltre creata dalle label che contano per trovare il vero oro.

I capitolini Saint Lips fanno parte di questa schiera di combattenti che si muove in un panorama ampio e che aumenta ogni anno che passa il proprio seguito, hanno da poco rilasciato il secondo album "Charm" contenente dodici brani dal gusto vintage, dalla grande partecipazione emotiva e che pur possedendo basi indubbiamente rock lasciano però spazio ad aperture classicamente pop. Le influenze sono molteplici dai Pixies ai Nirvana, dagli Stones a Blondie il denominatore che hanno in comune è che l'on air vi garantirà trentacinque minuti di buona musica.

Le sfaccettature più intime di canzoni quali "Little Sister", "Wake Up" e "39 Stars" trovano contraltare nelle movimentate rappresentazioni di "Savior" e dell'accoppiata appesantita "Land" e "Angel", l'attitudine catchy e scanzonata possiede un'allegra "Summer Rain", è una tracklist ricca, capace di unire maliconia e spensieratezza quella di "Charm", sfruttando i lati più dolci e accattivanti dell'interpretazione vocale di Valentina Barletta che non si tira di certo indietro quando c'è da mostrare la parte più grintosa della sua personalità, ascoltare "A Hope", "White Fly" e le due citate poco più su per comprendere meglio.

È rock puro, genuino, popolare, ma non pop inteso come plastificato e da hit charts dell'ultima Mtv, ha le dovute cariche di adrenalina e cervello per spaccare radiofonicamente evitandosi pezzi da ascolta e dimentica subito. Parlavo in questi giorni con amici di come si faccia spesso confusione sul modo di vivere gli artisti, i Saint Lips mi ricordano i R.E.M., non per lo stile ovviamente, Michael Stype e soci sono nettamente diversi come approccio, per lo più è come si avventurano in composizioni eleganti dal piglio spudoratamente semplice che per alcuni potrebbero esser scambiate per pop a rimembrarmi la creatura di Athens, comunque no signori, questo è rock non ci sono altri modi per chiamarlo e definirlo.

Se non bastassero le tracce già tirate in ballo "Losin' Control", splendido ancora una volta il ritornello in essa racchiuso, e la conclusiva "Yourself" ve lo ripeteranno, la seconda ve lo urla contro ogni volta che Valentina pronuncerà il titolo del pezzo e poi quella chitarra disturbata degna del miglior Tom Morello? Fantastica. Il suono caldo, la proposta di per sè piacevole in tutte le sue evoluzioni e quella lotta contro se stessi cercando di capire quali siano le band che hanno influito sulla nascita di questo disco rendono l'ascolto uno spasso, lo si mette su un paio di volte in play continuato, svolge il proprio dovere egregiamente.

Prodotto dal signor Bobby Macintyre che ha diretto la registrazione svoltasi in collaborazione fra gli studi Officine Meccaniche di Mauro Pagani (c'è bisogno che specifichi chi sia costui?) e gli Studio 71 di Miami, vantante la partecipazione di Afterhours, Scott Bennett (Brian Wilson e Beach Boys), Whitey Kirst (Iggy Pop), Mike Gerson (David Bowie), Lorenzo Corti (Cristina Donà) e dello stesso Macintyre nel ruolo di percussionista-organista, "Charm" è un gran disco, ha un potenziale esplosivo che farà probabilmente furore soprattutto oltre i confini nostrani.

Se siete fra coloro che vanno alla ricerca di musica che non si basi su dati di vendita e copertine glitterate che dicono tanto, ma suonano davvero poco, segnatevi il nome dei Saint Lips e vedete di accaparrarvi una copia di "Charm", il rock in Italia non è morto, solo celato ai più.