SAINTE OMBRE – Cornélia

 
Gruppo: Sainte Ombre
Titolo: Cornélia
Anno: 2014
Provenienza: Francia
Etichetta: Backup Records
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TRACKLIST

  1. La Belle Ou La Bête
  2. Maléfices
  3. Décadanse
  4. Le Monde Selon Cornélia De Beaujoy
  5. Keïko
  6. Par Le Sang
  7. Le Chemin
  8. Amazone
  9. Sainte Ombre
  10. Elixir Lacrymal
DURATA: 01:01:05
 

Non avevo proprio idea di chi fossero i francesi Sainte Ombre, né che musica suonassero, così l'ascolto del secondo album "Cornélia" è stato un po' un salto nel vuoto. Il quartetto guidato dalla cantante Céline propone un metal sinfonico dai tratti lievemente hard rock. In effetti si può tranquillamente parlare di un nulla di nuovo, dato che di gruppi che suonano questo amalgama di stili ne escono fuori a bizzeffe.

La prestazione si muove bene all'interno di questo territorio, mostrando una compagine compositivamente ed esecutivamente preparata. Non però immune alle derivazioni da nomi importanti e non a caso in più di una circostanza avrete l'impressione — soprattutto in fase di arrangiamento e supporto sinfonico — che le figure dei finnici Nightwish e degli olandesi Epica siano lì pronte a farsi strada nel vostro orecchio.

La band sfrutta melodie dolciastre e un'atmosfera generale malinconica per raccontare le esperienze della protagonista Cornélia De Beaujoy. Il disco è infatti un concept album che ruota integralmente sulla figura di questa donna dall'identità multipla internata — per errore o meno — ed è narrato attraverso gli appunti raccolti dall'infermiera che le sta accanto. La storia è descritta con dolcezza ed eleganza in episodi come "Décadense", mentre il gruppo tira fuori le unghie nella grintosa "Par Le Sang", nella quale udiremo la voce di Nicolas Blaizeau (E.X.I.T. e Kob) accoppiata a quella di Céline.

Formalmente c'è poco o niente da recriminare a "Cornélia": la prova fornita dai Sainte Ombre è discreta e l'animo maggiormente rock che fa breccia in scaletta mi ha reso più gustoso il trascorrere del tempo. C'è da aggiungere poi che sia la produzione di Sylvain Rouvière (Kaktus Project) che il lavoro di mastering di Miro Rodenberg (Edguy, Avantasia ed Epica) vanno a rifinire il tutto in maniera tale da conferire suoni gradevolmente intellegibili.

Ciò che invece mi preoccupa è come questo disco possa venire rappresentato su un palco: in formazione non è presente un tastierista e al momento l'unica soluzione potrebbe essere quella di rifugiarsi nell'aiuto di effetti e campionamenti registrati, scelte che riterrei infelici in quanto inficerebbero il concetto stesso di esecuzione dal vivo. Questo è un problema che andrebbe affrontato e risolto il prima possibile.

Per concludere, i Sainte Ombre sono una buona band, alla quale coloro che spesso si dilettano in sonorità affini dovrebbero almeno provare a offrire un'occasione. Un lavoro come "Cornélia" non potrà essere definito un fulmine a ciel sereno, tuttavia averlo nello stereo dovrebbe risultare tutt'altro che spiacevole.

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