SANGUINARY MISANTHROPIA – Diabolic Gnosis / Et Lux Perpetua Luceat Eis

SANGUINARY MISANTHROPIA – Diabolic Gnosis / Et Lux Perpetua Luceat Eis

Informazioni
Gruppo: Sanguinary Misanthropia
Titolo: Diabolic Gnosis / Et Lux Perpetua Luceat Eis
Anno: 2011
Provenienza: Australia
Etichetta: Autoprodotto / Lost Wisdom Records
Contatti: myspace.com/sanguinarymisanthropia
Autore: Mourning

Tracklist
Diabolic Gnosis
1. A Glimpse Of The Image Of Lucifer Gleaming Beyond The Subterraneous Black Sun
2. Tetraskelion
3. Mythos Of Havayoth

DURATA: 20:36

Et Lux Perpetua Luceat Eis
1. Sanctification Via Sin
2. A Glimpse Of The Image Of Lucifer Gleaming Beyond The Subterraneous Black Sun
3. The Geist Of Satan Sears Through The Flesh Impure
4. Tetraskelion
5. The Decent Of Enlightenment
6. Devil Everlasting (live)
7. Blemished with The Rust Of Ancient Nails (live)
8. Human Sacrifice By Fire (live)
9. Mythos Of Havayoth (live)
10. Tetraskelion (live)

DURATA: 1:09:17

SANGUINARY MISANTHROPIA - Diabolic Gnosis / Et Lux Perpetua Luceat Eis Il trio australiano dei Sanguinary Misanthropia mantiene dal 2007 una stabile marcia che li vede pubblicare una release l’anno, ciò ebbe inizio con il demo “Of Death And Genocide” seguito via via dagli ep “Existence Precedes Extinction”, “Diabolic Gnosis” e “Et Lux Perpetua Luceat Eis”, è su quest’ultimi due che intendo focalizzare l’attenzione.
La band è di quelle marce, il black metal satanico, rozzo, sgraziato e brutale di cui sono autori è incline all’assalto efferato, non si lascia influenzare da nessun tipo di modernismo o variante “catchy”, è ortodosso e dai tratti catacombali acquisiti grazie all’utilizzo da parte del cantante Unbeliever di un growl profondo e putrido che si alterna con le partiture eseguite in scream.
“Diabolic Gnosis”, primo dei capitoli sotto esame, contiene tre tracce, venti minuti di musica che nell’opener dal lungo titolo “A Glimpse Of The Image Of Lucifer Gleaming Beyond The Subterraneous Black Sun” esaltano le atmosfere sinistre, il mood nineties che prende corpo man mano che il pezzo si “evolve” rimanendo saldamente ancorato alla primordialità più maligna.
Con “Tetraskelion” il credo della band “Chaos, Sex & Death” esplode nel suo minaccioso riffing, l’ambientazione s’infittisce divenendo ancor più annerita, la batteria mutando sì di ritmo ma mantenendo nelle varie posizioni andature costanti la impone al pari di una distruttiva campagna di guerra.
Giunge il turno di “Mythos Of Havayoth” ed è ancora Inferno, diviene chiaro che per i Sanguinary Misanthropia la coerenza sia un fattore determinante, altro brano decisamente malsano aumentando tale sensazione già provata e comprovata nei precedenti sfruttando una fase “solco” nella quale il pestare si blocca e il riffato innalza un raccapricciante velo sonoro, parentesi che serve solo a celare l’imminente ripresa del lavoro nei surriscaldati “gironi”, terra dei dannati.
Finito l’ep, metto subito il secondo nello stereo, non voglio perdere un attimo né rilassarmi, son preso bene, Unbeliever mi ha fatto il piacere di mandarmi una copia in cd dato che la versione tape, l’unica nella quale è stato prodotto “Et Lux Perpetua Luceat Eis”, la si può direttamente comprare presso la Lost Wisdom Records (cosa che farò a breve).
Il platter è diviso in due parti, “A/Gnosis” e “Live Blood Rituals”, salta subito all’occhio come due tracce del precedente sforzo compositivo siano state riportate al proprio interno nel primo comparto, ho infatti da poco descritto sia “A Glimpse Of The Image Of Lucifer Gleaming Beyond The Subterraneous Black Sun” che “Tetraskelion” alle quali si aggiunge un terzetto di canzoni nuove.
Colei che apre le danze è “Sanctification Via Sin” e dopo aver da poco concluso l’on air di “Diabolic Gnosis” è come se non si fossero mai interrotti quel feeling nero, il drumming pestato, la cattiveria espressa dalla voce, tutto viene confermato in blocco.
“The Geist Of Satan Sears Through The Flesh Impure” e “The Decent Of Enlightenment” non fanno che consolidare tale posizione, abbiamo a che fare con una macchina black metal oliata a dovere, pronta a fare brandelli di divinità plastificate o inventate puntando su loro stessi e ciò che li rende più forti.
È bestiale la carica a momenti elementare che i pezzi sprigionano con la seconda, incalzante e “schifosamente” annerita, se avessero scelto di svolgere il mestiere di fabbri, probabilmente il sogno di piantare i chiodi nelle mani e nei piedi di Cristo l’avrebbero agguantato senza troppi problemi.
È con “Devil Everlasting” contenuta nel promo dell’album di debutto a titolo “Loathe Over Will” (2011) che prende il via la sezione dedicata alle canzoni eseguite in versione live e i Sanguinary Misanthropia non perdono di certo l’occasione per smantellare le orecchie dell’ascoltatore.
Mi chiedo come ci si possa ancora affidare a gente come i Gorgoroth dopo quel mezzo piattello da lancio, “Quantos Possunt Ad Satanitatem Trahunt”, e non giocarsela con formazioni del genere che risultano decisamente più spontanee, aggressive e cattive, è il mordente in molti casi che manca alle grandi band del passato, questi australiani ne hanno da vendere.
Dapprima riportando in auge i brani estratti dal primo ep “Existence Precedes Extinction”, “Blemished With The Rust Of Ancient Nails”, il finale della traccia è a dir poco epico, e “Human Sacrifice By Fire” tornando poi a “cadere” con la costante delicatezza di un mattone sull’esecuzione di “Mythos Of Havayoth” e di quello che a questo punto potrei definire un cavallo di battaglia “Tetraskelion”, giunti al congiungimento massimo fra adrenalina e fervore siamo condotti a conclusione di “Et Lux Perpetua Luceat Eis”.
Non c’è da chiedersi quanto siano innovativi, quanto la produzione sia curata, per altro in entrambi i casi esaminati ben si sposa con la musica, i Sanguinary Misanthropia gettano sul piatto i “valori” più classici, chiamateli stilemi, cliché fate voi, che per anni e anni hanno dato e continueranno a dare linfa vitale a una “fazione” concentrata a “militareggiare” internamente a una scena che nella sua “evoluzione” ha dato spazio a troppe, ehm, porcherie, ci sta quindi che alcuni prendano ancora posizione netta.
Conservatori? Sicuramente. Validi? Altrettanto. Teneteli d’occhio e in attesa che esca il full, iniziate ad accaparrarvi questi succulenti ep.

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