SANGUINARY MISANTHROPIA – Loathe Over Will [promo]

SANGUINARY MISANTHROPIA – Loathe Over Will [promo]

Informazioni
Gruppo: Sanguinary Misanthropia
Titolo: Loathe Over Will
Anno: 2011
Provenienza: Australia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: myspace.com/sanguinarymisanthropia
Autore: Mourning

Tracklist
1. Devil Everlasting
2. Bellum Ad Internicionem
3. The Unholy Sun Rises On The Evil

DURATA: 23:06

È zolfo, puro zolfo l’odore sprigionato dalle chitarre degli australiani Sanguinary Misanthropia che con il promo contenente tre pezzi intitolato “Loathe Over Will” ci danno notizia dell’imminente uscita dell’album di debutto che verosimilmente potrebbe mantenere tale nome.
Quasi venticinque minuti bastano a quantificare e approvare per l’ennesima volta l’operato del trio che ancora una volta in quanto a mole, i brani continuano a mantenere medio-lunghe durate, e a qualità perseguono la via del semplice, atmosferico, sulfureo e dannatamente doloroso per i timpani grazie ad accelerazioni pestate, non lasciano molte carte da scoprire e si fanno dannatamente apprezzare.
Le doti messe in mostra nei precedenti ep vengono riprese e affinate, non vi è nulla di particolarmente “nuovo”, sono sempre le frazioni di passaggio lente e maceranti a permettere alla chiave di volta ambientale di mutare in corsa il proprio essere divenendo più opprimente e lacerante, lasciando alle sferragliate tritacarne costituite da rasoiate di sei corde e alla batteria pesante come un mattone il resto dell’insano lavoro di smembramento di corpi e anime.
Odio che virulento si dipana quello contenuto in “Devil Everlasting” già presente in versione “live” nel precedente ep “Et Lux Perpetua Luceat Eis” e che proprio grazie a uno degli interventi più dilatati e ridondanti acquista valore permeandosi di nera evocazione.
È invece violenza infiammata quella che divampa esplosiva in “Bellum Ad Internicionem”, canzone dirompente e che per la seconda volta mi riporta alle mente i Marduk (sì, la scena scandinava ha il suo peso all’interno del platter) del periodo Legion, la prima è ricollegabile al lento espandersi centrale dell’opener, chiudendo il cerchio con la prestazione rabbiosa e gravemente appesantita dal growl/scream maligno di Unbeliever.
Con “The Unholy Sun Risen Rises On The Evil” si rimane ancorati alle solite coordinate, stavolta però l’irruenza, la velocità e la botta impressa sono di quelle che fanno star male, le brevissime pause servono solo a ricaricare le pile in modo da ripartire lanciati per fare ancor più male che in precedenza, devastante.
Se queste sono le premesse, il disco che presto dovrebbe venir partorito dal combo dovrebbe essere quantomeno all’altezza di tutto ciò che sinora hanno presentato, il che vorrebbe dire un’ulteriore dose di badilate senza mezzi termini dedicate a coloro che amano il black vecchio stampo, “no compromise”, “no fashion-catchy shits” e altre attitudini poco consone a guastarne l’aura oscura, sarà così? Non ci resta che aspettare, intanto segnate per non dimenticare.

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