SANKT OTTEN – Sequencer Liebe | Aristocrazia Webzine

SANKT OTTEN – Sequencer Liebe

Informazioni
Gruppo: Sankt Otten
Titolo: Sequencer Liebe
Anno: 2012
Provenienza: Germania
Etichetta: Denovali Records
Contatti: myspace.com/sanktotten
Autore: Mourning

Tracklist
1. Sequencer Liebe
2. Gestern Fand Ich Alte Tränen
3. Hungrig Kann Man Nicht Tanzen
4. Mir Bricht Die Stimme Weg
5. Kann Denn Liebe Synthie Sein?
6. Die Stadt Riecht Nach Dir
7. Der Heilige Schmerz
8. Ende Gelände

DURATA: 39:41

I Sankt Otten sono un duo strumentale tedesco attivo sin dal finire degli anni Novanta (1999) e con alle spalle ormai una folta discografia fatta sia di full-lenght che ep.
Oliver Klemm (chitarra e tastiere) e Stephan Otten (batteria, tastiere e programmazione) hanno tirato fuori dal cilindro un quinto tassello intitolato “Sequencer Liebe” che nell’ultimo periodo è stato ospite fisso del mio lettore.
Una miscela di sensazioni ed emozioni anni Settanta e Ottanta appartenenti alla scia della musica cosmica (Tangerine Dream e Klaus Schulze), alla musica psichedelica di Robert Fripp, allo space rock e ovviamente al panorama elettronico con riferimenti ai Kraftwerk, un assortimento d’influenze che rende quindi il platter vario e opportunamente fruibile per una vasta gamma d’ascoltatori. Inizio col dire che la scelta di approcciarsi in maniera più diretta ed elementare evitando di assemblare pezzi dalla durata mastodontica ha portato con sè un’efficacia importante.
Gli otto brani nel loro sfiorare i quaranta minuti complessivi non annoiano, al contrario sono capaci di proiettare anche coloro che per questioni anagrafiche non hanno avuto un contatto diretto con il “modus operandi” degli artisti presi in considerazione, in un piano sonoro nel quale non sarà complicato districarsi. La musica è infatti fluida, priva di accelerazioni e mutamenti repentini, preferisce cingere l’orecchio con suoni caldi derivanti dall’utilizzo di una strumentazione univocamente di stampo analogico, sequenze ossessive ma di lieve impatto e un’atmosfera lussureggiante che viene accesa dallo splendida opera d’intarsio dei sintetizzatori.
Qualcuno potrebbe “invocare” a gran voce l’utilizzo di un’ ugola nelle situazioni in cui il lato seduttivo viene messo per pochi frangenti in disparte a favore di derive synth-pop anni Ottanta. Si potrebbe discutere del perché si voglia mantenere un regime ritmico così “low” a esclusione dell’impennata che caratterizza “Der Heilige Schmerz” ma con tutta probabilità “Sequencer Liebe” è perfetto così com’è, nella sua ostentata e affascinante andatura allentata.
Del resto immaginate di vagare nello spazio trasportati dalle sole correnti cosmiche come fa un palloncino nel cielo spinto da brevi aliti di vento, in questo caso è una sorta di carezza elettro-ambient-space a far ruotare i meccanismi della vostra mente.
L’artista spagnolo Salustiano ha nuovamente collaborato con i Sankt Otten offrendo un suo dipinto da utilizzare per l’artwork, il soggetto riprende quella ragazzina già presente nel precedente “Gottes Synthesizer”. Al tempo era il colore rosso a dominare lo sfondo, odiernamente è il nero e in futuro chissà dato che a quanto sembra siamo giunti al secondo capitolo di quella che è destinata essere una trilogia, ci toccherà quindi attendere.
“Sequencier Liebe” è un disco che si fa amare sin da subito, per coloro che sono appassionati di elettronica, musica sequenziale e per quelli che covano sempre un pizzico di nostalgia per le decadi ormai passate, i Sankt Otten si candidano come acquisto ideale da inserire nelle collezioni.