SARATAN – The Cult Of Vermin – Aristocrazia Webzine

SARATAN – The Cult Of Vermin

Gruppo: Saratan
Titolo: The Cult Of Vermin
Anno: 2008
Provenienza: Polonia
Etichetta: My Kingdom Music
Contatti: Sito web  Facebook  Twitter  Youtube  Reverbnation
TRACKLIST

  1. Future Is Grim
  2. Path Of Mistakes
  3. Lynch Law
  4. Eclipse
  5. Illnes We Preach
  6. Never Conform
  7. Satanic Verses
  8. Serve The Death
  9. In The Mists Of Time
  10. Cancer Of The Earth
  11. Vermin
DURATA: 38:00

I Saratan sono una band polacca di thrash metal che arriva al suo debutto con The Cult Of Vermin, un disco molto semplice e diretto, privo di fronzoli e percorso dalle alquanto evidenti influenze di Testament, a tratti Exodus e Overkill, arricchite da sonorità cupe e rallentamenti doom.

La scaletta è composta da undici pezzi e scorre priva di picchi ma in maniera piacevole, grazie alle composizioni brevi ed efficaci che sfruttano un suono scarno, scuro, come punto di volta. Purtroppo una delle carenze riscontate riguarda è la mancanza di personalità: ormai trovare originalità e piglio è cosa sempre più difficile, i Saratan non riescono a sfondare il muro del già sentito, pur suonando come si deve e fornendo anche in fase solistica una prova più che degna, a tratti forse un tantino troppo minimale.

“Future Is Grim”, “Lynch Law”, “Satanic Verses” e le strumentali “Eclipse” e “In The Mists Of Time” sono i pezzi che meglio rappresentano una compagine che ha bisogno di evolversi e trovare una strada propria, a partire dal fatto che essendo in possesso di buone qualità tecniche potrebbe sviluppare sicuramente un riffing più vario e coinvolgente. La voce spigolosa e a tratti roca di Jarek può risultare invece ostica al primo ascolto, tuttavia si incastra bene con le sonorità proposte, pur soffrendo il richiamo in certi frangenti a colleghi ben più famosi. La produzione infine dona quel non so che di retrò apprezzabile, per quanto spoglia e ruvida.

Con The Cult Of Vermin ci troviamo di fronte a un album genuino, composto da chi ha ancora voglia di suonare senza sembrare la colonna sonora di un videogioco, mi aspetto quindi un secondo album in cui si possano notare miglioramenti su più fronti. Le doti e la passione per realizzarli ci sono tutte.