SATANATH – Deep Universe Vacuum

SATANATH – Deep Universe Vacuum

 
Gruppo: Satanath
Titolo: Deep Universe Vacuum
Anno: 2014
Provenienza: Russia
Etichetta: DeadDogSkull & HeilHellProductions / Symbol Of Domination Productions
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TRACKLIST

  1. Befkedi
  2. Ceraes
  3. Dahtre
  4. Klamri
  5. Tekroh
  6. Viarma
  7. Yngudu
  8. Korasa
  9. Mekulas
  10. Ukeliu
  11. Vojama
  12. Ysab
  13. The Hard Corps Blues [cover Sega Sound Team]
DURATA: 01:19:53
 

Qualcuno dei nostri lettori più attenti potrebbe ricordare di aver letto il nome Satanath nelle scorse settimane, più precisamente nelle recensioni di Nakka e Bloodshed, in quanto Satanath Records è l'etichetta per cui sono stati pubblicati gli album che abbiamo trattato. Questa volta il proprietario Alexey Korolyov si propone ad Aristocrazia con lo stesso pseudonimo ma in una forma diversa, poiché è di uno dei suoi progetti che parleremo oggi.

L'oggetto di questa recensione è il secondo disco "Deep Universe Vacuum", contenente ben ottanta minuti di Dark Ambient a tema spaziale, come il titolo lascia intuire. Per quanto non ci sia una reale suddivisione dell'album, è possibile notare come da un certo momento in poi la musica subisca alcune leggere variazioni. La prima metà del lavoro è pienamente legata allo stile principale, con i tipici sintetizzatori plumbei che creano atmosfere inquietanti e horror; le melodie vere e proprie non sono poi molte e in alcuni casi purtroppo non hanno un effetto positivo, in "Ceraes" ad esempio l'eccessivo minimalismo sfocia in una banale ripetizione di quattro note che aggiunge ben poco al brano. Generalmente però la proposta non è assolutamente da buttare, diverse soluzioni suonano interessanti e i lievi accenni ritmici di pezzi quali "Klamri" e "Viarma", per quanto semplici, risultano efficaci.

La settima traccia "Yngudu" rappresenta il passaggio alla seconda fase, sviluppata maggiormente in "Korasa": da qui in poi la proposta è condita da una maggiore influenza elettronica, che si manifesta principalmente nei sintetizzatori. I suoni diventano più energici senza perdere l'ispirazione spaziale, "Ukeliu" arriva a toccare lidi Industrial, mentre la batteria di "Ysab" rende il brano ipnotico e meditativo; il lato prettamente Ambient rimane sempre presente, in modo da mantenere preservata la coerenza all'album. Sul finale troviamo però una cover di "The Hard Corps Blues", tratta dal videogioco "Contra: Hard Corps", che presenta addirittura una drum machine più vicina al Metal; questo è effettivamente l'unico elemento che sembra risultare leggermente fuori luogo, nonostante i sintetizzatori seguano la scia degli ultimi brani, ma considerandola come una sorta di traccia bonus è un difetto perdonabile.

Ci sono ancora alcuni elementi da migliorare e la durata del disco può risultare eccessiva, ma le potenzialità per diventare una buona realtà nell'underground Dark Ambient sono presenti e non possiamo fare altro che augurare ad Alexey di andare anche oltre. Per la sua natura, "Deep Universe Vacuum" è consigliato principalmente a chi già segue questo genere; non sarà niente di rivoluzionario, tuttavia potreste comunque trovarlo interessante.

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