SATANICPORNOCULTSHOP – Brushed

 
Gruppo: Satanicpornocultshop
Titolo: Brushed
Anno: 2015
Provenienza: Giappone
Etichetta: Nu NuLAX NuLAN
Contatti:

Sito web  Facebook  Twitter  Soundcloud  Bandcamp  Last.fm  Myspace

 
TRACKLIST

  1. Brushed
  2. Jellyfish
  3. Upskirt
  4. Escape
  5. Vampire
  6. Frenzy
  7. Overweight
  8. Ripstick
DURATA: 20:09
 

Solitamente, quando si è alla ricerca di nuova musica, il nome di una band o di un artista è tra le prime cose che si nota. Da esso proviamo a dedurre il genere, lo stile, le tematiche dei testi e tutto il mondo che ruota intorno a ciò che stiamo esaminando. Dunque, vi chiedo: se vi trovaste di fronte al nome Satanicpornocultshop, cosa vi verrebbe in mente? Difficile indovinare, per cui proviamo a capirlo insieme.

Venni a conoscenza di questa band diversi anni fa con "Anorexia Gas Balloon" — il cui nome continua a non aiutarci — e ancora oggi trovo difficile descriverlo: per darvi una vaga idea, si trattava di Elettronica chiaramente influenzata dall'Hip Hop, ma con una dose elevatissima di sperimentazione. Più avanti, scoprii le loro influenze Juke e Footwork, generi di musica elettronica in cui le parti di batteria si riempiono di tom e fill. Ora che sapete di cosa stiamo parlando, potrete capire la mia sorpresa quando, iniziando l'ascolto "Brushed" dopo molto tempo che non sentivo un loro nuovo disco (mea culpa), mi sono ritrovato immerso in chitarre distorte e ritmi da headbanging.

Ebbene sì, questo altro non è che un ep di Rock strumentale; ce ne rendiamo conto immediatamente con l'aggressiva prima traccia, con cui è decisamente difficile evitare di scapocciare. Ma il vero delirio arriva con i pezzi successivi, in cui assisteremo allo smembramento di brani celebri quali "Smells Like Teen Spirit" dei Nirvana e "One" dei Metallica, che qui prendono rispettivamente i nomi "Jellyfish" e "Ripstick". Queste due canzoni ci ricordano la capacità della band di derubare e manipolare la musica altrui, sia sotto forma di campionamento che di… cover, se così possono essere definite. Durante l'ascolto ci si rende conto di come in realtà l'ispirazione provenga da diverse correnti del Rock, tra ritmiche che invadono territori Punk e Metal, suoni Garage e accenni Stoner; le chitarre costantemente sporche e rumorose tipiche del Noise Rock rimangono però l'elemento principale dei venti minuti di quest'album. Ma i Satanicpornocultshop sono evidentemente legati alla loro natura sperimentale e completano l'opera sbattendoci in faccia pezzi bizzarri quali "Frenzy", caotico e ripetitivo (in senso positivo), e "Overweight", pieno di rallentamenti e accelerazioni improvvisi.

Nonostante la sorpresa per il genere, ero fiducioso nelle capacità della band, ed effettivamente sono rimasto soddisfatto. In passato ho già avuto diverse gioie dalla scena Noise Rock nipponica, di cui Melt Banana, Afrirampo e il maestro Keiji Haino sono solo alcuni esempi; non è quindi una novità che da quelle parti siano amanti di questo stile. Suggerirvi semplicemente l'ascolto di "Brushed" non sarebbe del tutto giusto, poiché i Satanicpornocultshop sono una sorta di puzzle e questo ep ne è solo un piccolo tassello; per avere una visione più chiara, il mio consiglio è di provare diversi lavori della loro vasta e variegata discografia, cercando quelli che vi sembrano più adatti ai vostri gusti. In generale, la band è adatta a chi ama la musica sperimentale che non vuole essere rinchiusa in una misera etichetta. Nel caso la apprezzaste già, invece, averete capito che perdere venti minuti della vostra vita non vi farà alcun male, anzi.

Facebook Comments