SATANICPORNOCULTSHOP – El Día Que Me Quieras

 
Gruppo: Satanicpornocultshop
Titolo: El Día Que Me Quieras
Anno: 2015
Provenienza: Giappone
Etichetta: Nu NuLAX NuLAN
Contatti:

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TRACKLIST

  1. Camaleón
  2. Bunga Bunga
  3. Silueta Del Viento, Parte 1
  4. El Día Que Me Quieras
  5. Georgie Porgie
  6. Frog Stroke 
  7. Knefeee Moloko
  8. Hágalo Durar Para Siempre
  9. Unburnable
  10. La Ciudad Y Los Perros
  11. Silueta Del Viento, Parte 2
  12. Home
DURATA: 40:24
 

La prolificità dei Satanicpornocultshop continua a stupirmi: a febbraio di quest'anno scrivevo di "Brushed", ora siamo ad agosto e mi appresto a recensire la loro nuova uscita. Nulla di eccessivamente strano, se non fosse che nel frattempo ci siamo lasciati scappare ben altri due ep. Considerando la loro passione per la sperimentazione, non ho idea di cosa ci siamo persi in questi sei mesi, ma facciamo finta di niente e passiamo direttamente al lavoro più recente.

Nonostante il gruppo sia giapponese, i titoli in spagnolo ci suggeriscono che la fonte di ispirazione dell'album sia di tutt'altra provenienza: si tratta infatti de "La Casa Verde", romanzo del 1966 di Mario Vargas Llosa. La storia in esso contenuta si svolge in Perù, più precisamente in due luoghi completamente diversi tra loro: Piura, una città circondata dal deserto, e la regione amazzonica intorno al Rio Marañón, dove la giungla si sviluppa ampiamente. Il modo in cui viene narrata è particolare, in quanto viene suddivisa in diverse parti che vengono raccontate in ordine non-cronologico, a volte anche inserendosi l'una nell'altra. Non è una lettura semplice, proprio per lo stile quasi confusionario, il che lo rende adattissimo a essere la base di un disco dei Satanicpornocultshop.

"El Día Que Me Quieras" rappresenta l'ennesimo cambio di rotta del gruppo, che però mantiene invariate determinate caratteristiche di base, permettendo loro di essere sempre immediatamente riconoscibili; questo approccio alla musica ricorda in un certo senso quello dei connazionali Sigh, solo in un versione che non ha il Metal come punto di partenza, ma si fonda su un'elettronica dalle ritmiche spesso frenetiche e imprevedibili che prende il nome di Footwork. La batteria è in effetti uno degli elementi caratteristici della band nipponica e anche in questo ep potremo trovare pattern di ogni tipo, dai più sincopati ad altri più rilassati.

Il lato melodico del lavoro è invece affidato a sonorità che pescano in prevalenza dal Jazz, che si manifesta in diverse modalità: gli ottoni presenti in "El Día Que Me Quieras" e il basso di "Georgie Porgie" — entrambe accompagnate da un pianoforte che ricorda lo stesso genere — ne sono due esempi. L'ossessiva "Knefee Moloko" ne mostra invece un lato più sperimentale, usando tempi inusuali e una melodia suonata contemporaneamente da più strumenti e ripetuta più e più volte. In altri casi, al contrario, ci si avvicina a una concezione musicale più Pop: in particolare, "Hágalo Durar Para Siempre" e le due parti di "Silueta Del Viento" ricordano la cosiddetta Muzak o musica da ascensore degli anni Ottanta, ossia quella sorta di genere spesso molto vicino allo Smooth Jazz tanto amato (o odiato) ultimamente a causa della corrente Vaporwave. Altre influenze — seppur minori — arrivano dal Folk americano, attraverso la chitarra acustica e l'armonica di alcuni pezzi quali "Camaleón" e "La Ciudad Y Los Perros". E a fare da ciliegina sulla torta, infine, troviamo diversi campionamenti sparsi in tutto l'album; alcuni di essi sembrano tratti da contesti Hip-Hop o R&B e vengono tagliati, ricuciti, copiati, incollati e manipolati in ogni modo.

Nonostante l'ispirazione dal romanzo, risulta difficile trovare una storia raccontata in questa musica, principalmente proprio per le parti vocali interamente eseguite da voci prese in prestito da altre opere; probabilmente non è da considerare come un vero e proprio concept album narrativo, ma piuttosto come un lavoro che è stato sicuramente influenzato nelle proprie sonorità dall'America e solo chi conosce già "La Casa Verde" potrebbe riuscire a trovare connessioni tra i brani e il testo originale. Se tutto ciò dovesse sembrarvi troppo elitario, non temete: il disco è apprezzabilissimo anche da ignoranti, specialmente se vi interessano le sperimentazioni elettroniche.

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