Satan's Cross - Celebration Of The Fallen

SATAN’S CROSS – Celebration Of The Fallen

Gruppo:Satan’s Cross
Titolo:Celebration Of The Fallen
Anno:2020
Provenienza:Messico
Etichetta:Sun & Moon Records
Contatti:Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. First Of The Fallen
  2. Second Of The Fallen
  3. Third Of The Fallen
DURATA:17:59

Esoterismo e occultismo sono due grandi serbatoi da cui il mondo del metal ha sempre attinto con generosità, tanto a livello iconografico quanto contenutistico. I Satan’s Cross, duo proveniente da Città del Messico, insistono in questa abitudine con le tre tracce di occult black metal che compongono Celebration Of The Fallen, EP rilasciato a marzo dalla transilvana Sun & Moon Records.

La vena occulta del duo messicano è palese sin dal moniker, che si riferisce sia al simbolo che nel mondo alchemico rappresentava lo zolfo, sia alla Chiesa di Satana di Anton LaVey, ma si manifesta soprattutto nella copertina del disco: un nodo borromeano, usato dallo psichiatra francese Lacan per rappresentare l’interdipendenza tra gli aspetti del reale, del simbolico e dell’immaginario; qui viene rivisitato per rappresentare la luce, le tenebre e la coesistenza degli opposti (proprio su questa triade si basano i testi di Celebration Of The Fallen), con un rimando tutt’altro che banale alle teorie junghiane.

Dal punto di vista musicale i Satan’s Cross non cercano in alcun modo nuove soluzioni stilistiche, ma si inseriscono di prepotenza nel solco della tradizione degli anni Ottanta, quando gruppi come Venom, Sarcofago e Celtic Frost diedero vita a quell’embrione che nel decennio successivo sarebbe diventato il black metal; a questo si aggiunge un cantato che sembra provenire direttamente dall’oltretomba, in un puro concentrato di malvagità. Non bisogna tuttavia pensare che i tre pezzi del disco manchino di varietà, anzi. Il brano di apertura, che esplicita l’identificazione del caduto con Lucifero («Oh light bringer, son of the morning star»), parte con una intro vagamente gotica che cede ben presto il passo a riff di chitarra granitici, che potrebbero tranquillamente trovare posto in un tributo ai Celtic Frost. Di contro il secondo pezzo coglie alla sprovvista con un impetuoso aumento di velocità à la Bathory prima maniera. Infine il terzo brano, quello che preferisco, rappresenta una summa di queste due anime, con una prima parte maestosamente lenta, separata da una seconda molto più energica attraverso un piacevole intermezzo atmosferico.

Da amante delle band citate, ho trovato Celebration Of The Fallen un disco tutto sommato piacevole all’ascolto. Non si tratta di un lavoro innovativo e di certo non sarà l’album dell’anno, ma rappresenta un gradevole tributo a una scena e a delle sonorità sonorità di cui siamo debitori ancora oggi.

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